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APPALTI ROMEO, IL GIP ACCOGLIE L'ECCEZIONE DI INCOSTITUZIONALITA'


APPALTI ROMEO, IL GIP ACCOGLIE L'ECCEZIONE DI INCOSTITUZIONALITA'
26/01/2009, 17:01

Si era parlato di una stretta finale per l'inchiesta sul Global service del Comune di Napoli, data la previsione dei PM di giungere a compimento della fase preliminare delle ingagini già entro questa settimana. Per oggi era previsto l'interrogatorio del parlamentare Amedeo Laboccetta (AN), mentre domani sarà la volta di Renzo Lusetti (PD). Il gip del Tribunale di Napoli Paola Russo ha tuttavia accolto l'eccezione di incostituzionalità, avanzata dai PM, relativa alla norma che stabilisce l'autorizzazione del Parlamento per utilizzare le intercettazioni telefoniche nei confronti di deputati e senatori. La questione era stata sollevata dai PM della Dda - i sostituti Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, in riferimento alle posizioni dei deputati Italo Bocchino (PdL) e Renzo Lusetti. Il procedimento nei confronti dei parlamentari è quindi sospeso in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale alla quale sono stati trasmessi gli atti. Spunta intanto un maxiconto corrente appartenente all'imprenditore Alfredo Romeo - in carcere dallo scorso 17 dicembre nell'ambito dell'indagine sugli appalti - sul quale sono depositati 30 milioni di euro. Secondo quanto riferiscono gli organi di stampa, le ultime mosse della Procura riguardano proprio gli aspetti patrimoniali. Quote societarie, immobili, conti correnti, sequestrati al termine di indagini della Dia e riconducibili al patrimonio dell'immobiliarista: venerdì scorso gli inquirenti hanno scritto alla Dia - l'organo di Pg che ha condotto l'inchiesta - e agli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale per gestire l'impero Romeo. La Procura vuole conoscere l'esatto ammontare dei beni sequestrati all'imprenditore, quanti soldi ci sono sui conti correnti, lo spessore delle quote societarie; verificare, inoltre, se attraverso i canali bancari sono stati investiti proventi di attività illecite. Una prima stima effettuata dagli inquirenti all'indomani degli arresti indicava in "svariate centinaia di milioni di euro" il valore complessivo delle quote societarie e delle altre somme bloccate su disposizione dei magistrati.

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di Redazione
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