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Inizia a Roma il Consiglio Episcopale Permanente della CEI

Appello del Card. Bagnasco ai cattolici italiani


Appello del Card. Bagnasco ai cattolici italiani
27/09/2010, 19:09

Cominciano oggi i lavori del Consiglio Episcopale Permanente, in vista dell’apertura del nuovo anno pastorale, il Angelo Bagnasco lancia un appello: “Ai cattolici con doti di mente e di cuore diciamo di buttarsi nell'agone, di investire il loro patrimonio di credibilità, per rendere più credibile tutta la politica". "Come Vescovi - spiega - sentiamo di dover esprimere stima e incoraggiare quanti si battono con abnegazione in politica; facciamo pressione perché si sappiano coinvolgere i giovani, pur se ciò significa circoscrivere ambizioni di chi già vi opera".

"Lasciamo volentieri ai competenti il compito di definire i modi di ingaggio e le regole proprie della convivenza. A noi tocca però segnalare come una 'citta" la si costruisca tutti insieme, dall'alto e dal basso, in una sfida che non scova alibi nella diserzione altrui. Le maturazioni generali hanno bisogno di avanguardie: ognuno deve interrogarsi se è chiamato a un simile compito".

Per il presidente della CEI, "l'Italia, nel suo complesso, ha bisogno di riscoprire la bellezza del bene comune perseguito nell'azione politica come nella vita quotidiana dei cittadini. Ha bisogno di una leva di italiani, e di cattolici, che senza presunzioni aderiscono al discrimine del bene comune, danno lucentezza alla sua plausibilità, così che aiuti ad individuare le soluzioni che meritano di essere perseguite. Alla luce di questo ideale, e nella data realtà storica i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà stessà, come ha chiesto recentemente Benedetto XVI"

"Si profila così - conclude il presidente della Cei - la figura di un protagonismo costruttivo per quanti credenti, ma anche non-credenti, intendono fare la propria parte nella vita nazionale come nei municipi, nelle istituzioni sociali come nella vivace realtà civile, nella realtà del non profit come nelle associazioni culturali, oltre che naturalmente nel campo dei doveri propri del singolo: ovunque ci si collochi, la ricerca del bene comune concreto diventa una sorta di bussola, l'indice per misurare urgenze e priorità".

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di Fabio Iacolare
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