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APPLICATO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA IL TESTAMENTO BIOLOGICO


APPLICATO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA IL TESTAMENTO BIOLOGICO
30/05/2008, 10:05

Ieri, per la prima volta in Italia, è stata applicata la legge sul testamento biologico. Così Vincenza Santoro Galani, una signora di Modena di 70 anni, ha avuto quello che era stato negato per anni a persone come Piergiorgio Welby. Già nel 2004, sapendo di essere ammalata di Sclerosi Laterale Amiotrofica, lei aveva nominato il marito "amministratore di sostegno", una figura che ha il compito di agire per conto di colui o colei che l'ha nominato a sostegno, appunto, delle proprie istanze. E, nel caso specifico, la donna aveva rifiutato di sottoporsi alla tracheotomia necessaria per essere collegata al polmone artificiale. Il marito ha portato l'istanza della moglie al Tribunale, che l'ha accolta, limitandosi a raccomandare ai medici l'uso dei palliativi antidolore.

Ovviamente la notizia ha suscitato scalpore, tra chi vede l'utilità della legge sul testamento biologico e chi invece no. Nel secondo gruppo c'è Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, la quale ha affermato che l'episodio dimostra che non c'è bisogno di una legge sul testamento biologico, perchè la paziente era perfettamente sveglia e cosciente. Tra le persone che sostengono la legge sul testamento biologico possiamo annoverare Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità nella scorsa legislatura. Quest'ultimo ha dichiarato che ci vuole una legge di sistema che trasformi il caso isolato della signora Santoro Galani in una possibilità aperta a tutti i cittadini. Per non dimenticare Beppe Englaro, padre di una ragazza, Luana, che da 16 anni è in coma vegetativo irreversibile e che desidera una legge che regolamenti la materia anche per chi, a differenza della signora Vincenza, non ha avuto modo di esprimere una volontà.

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di Antonio Rispoli
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