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Arenella, viene malmenato e si vendica accoltellando l'aggressore: fermato


Arenella, viene malmenato e si vendica accoltellando l'aggressore: fermato
06/08/2011, 10:08

Gli agenti del Commissariato di Polizia “Arenella” hanno sottoposto a fermo di P.G. G.G., tra qualche giorno 28enne, perché responsabile di lesioni aggravate e porto di arma bianca.

L’uomo, nella serata di ieri, si è reso responsabile del ferimento di un 23enne, al quale ha provocato lesioni guaribili in 15giorni.

Il tutto, così come accertato dai poliziotti, nasce a seguito di avances fatte dal giovane ad una ragazza, motivo per il quale la vittima, cintura nera di judo, aveva malmenato quello che poi è divenuto il suo aggressore.

Il giovane  il cui padre risulta un affiliato al clan camorristico Alfano-Cimmino-Caiazzo, operante nel quartiere Vomero, aveva mal digerito quell’offesa fattagli innanzi a tutti ed aveva giurato vendetta.

Nella tarda serata di ieri, infatti, a bordo del suo scooter, in Via S. Giacomo dei Capri, angolo Via Ruoppolo, ha notato il 23enne alla guida della sua auto, mentre era in compagnia di un amico e, avvicinatosi con il suo motociclo, non ha esitato a scagliarsi contro con un coltello del tipo usato dai macellai.

Solo per la scaltrezza della vittima, che con le braccia ha parato i colpi, la lama non ha raggiunto il torace. La vittima e l’amico, dopo aver trovato riparo in due esercizi commerciali della zona, hanno notato che il 27enne, come una furia, danneggiava l’autovettura forando un pneumatico ed imprimendo con la lama del coltello una grossa “G” sul cofano.

La vittima, è riuscita a raggiungere il vicino ufficio di Polizia, dove ha raccontato la triste vicenda.  Le immediate indagini, avviate dagli agenti del Commissariato “Arenella” hanno consentito di identificare subito il giovane, risultato già irreperibile nella tarda serata di ieri.

Stamani,i poliziotti, sono nuovamente tornati presso la dimora del 27enne ed hanno notato il suo motociclo con il motore ancora caldo. Avvedutosi della presenza della Polizia, G.G. si è barricato in casa, aprendo la porta solo dopo 40 minuti.

Gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti, indicati in sede di denuncia dalla vittima, indossati nel corso del raid in Via Ruoppolo, ancora intrisi di sangue. I poliziotti hanno condotto l’uomo, in stato di fermo, al Carcere di Poggioreale.

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di Redazione
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