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Ariano Irpino. Sequestro di “sigarette elettroniche” di produzione ignota


Ariano Irpino. Sequestro di “sigarette elettroniche” di produzione ignota
16/05/2012, 13:05

La Tenenza di Ariano Irpino ha dato l’avvio, nella giornata di ieri, ad una articolata operazione volta a verificare su tutto il territorio della provincia la regolarità delle cosiddette “sigarette elettroniche” destinate a coloro che tentano di smettere di fumare, un prodotto sempre più diffuso sul mercato irpino. Gli interventi sono scaturiti dalle segnalazioni di alcuni cittadini che, anche a seguito dell’approfondimento di recente curato da una nota trasmissione televisiva, sono ricorsi al servizio di pubblica utilità 117 chiedendosi come mai per un prodotto apparentemente uguale vi fosse un’assoluta differenza di prezzo di vendita: in alcuni esercizi la cosiddetta “sigaretta elettronica” poteva infatti esser acquistata per circa 8-10 euro mentre, presso altri punti-vendita, il prezzo raggiungeva un importo anche dieci volte maggiore. In considerazione della particolare delicatezza del tema per le possibili conseguenze sulla salute laddove all’uso del prodotto consegua l’ingerimento di sostanze previamente non verificate, gli uomini della Tenenza di Ariano Irpino, agli ordini del sottotenente Domenico Pirrò, hanno prima dato corso ad una preliminare attività di riscontro (con una vera e propria “ricerca di mercato” in incognito) e, nella mattinata di ieri, sono intervenuti in modo palese con un accesso palese presso esercizi commerciali nei principali centri cittadini del territorio di competenza. Maggiormente nel dettaglio, quale prima fase dell’operazione, si è trattato di quattro esercizi commerciali gestiti da soggetti di cittadinanza cinese ubicati nelle strade centrali di Ariano Irpino e di Grottaminarda. Nella circostanza oggetto di sequestro sono state le “sigarette elettroniche” in vendita presso i negozi, tutte prive delle certificazioni che assicurano che quanto entra nel territorio nazionale sia rispondente ai requisiti di legge. La merce, infatti, era sprovvisto il marchio CE, l’attestazione europea in grado di garantire la conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza, salute e tutela dell'ambiente, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo n. 206/2005 (articolo 6). Si è trattato, nel complesso, di 19 confezioni complete di “sigarette elettroniche” e di numerose “ricariche” per le stesse (ben oltre 350 filtri), commercializzate separatamente dal prodotto presso i diversi esercizi commerciali.  Presso due dei quattro punti-vendita oggetto dell’accesso dei finanzieri sono stati inoltre sottoposti a sequestro, sempre perché sprovvisti del marchio CE, anche 87 giocattoli di fabbricazione cinese entrati nel mercato italiano al di fuori dei consueti canali d’importazione, in violazione del medesimo testo normativo (articolo 6) oltre che del decreto legislativo nr. 54/2011 (articolo 14 ed articolo 31) sulla sicurezza di quanto destinato ai minori di 14 anni. Nei confronti dei quattro cittadini cinesi responsabili dei diversi punti-vendita, oltre al sequestro, non poteva che scattare anche la prevista segnalazione alla Camera di Commercio di Avellino. Quale corollario dell’intera operazione, per il titolare del negozio ubicato in Grottaminarda, identificato per tale C.F. (di anni 33), si configurava anche la responsabilità per aver impiegato un dipendente completamente “in nero”, con ulteriore specifica comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di Avellino per i provvedimenti di conseguenza. Ulteriori controlli saranno sviluppati nei giorni prossimi sull’intero territorio della provincia anche da parte degli altri reparti del Comando Provinciale di Avellino.

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di Fabio Iacolare
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