Cronaca / Giudiziaria

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Lui replica: "Siamo alla follia"

Armando Siri (Lega) è indagato per corruzione: una mazzetta da 30 mila euro


Armando Siri (Lega) è indagato per corruzione: una mazzetta da 30 mila euro
18/04/2019, 15:27

ROMA - Arriva un altro guaio giudiziario sulla Lega. Il sottosegretario Armando Siri è indagato per corruzione, accusato di aver ricevuto una mazzetta da 30 mila euro per appoggiare o caldeggiare emendamenti che avrebbero agevolato la possibilità per l'imprenditore Vito Nicastri di ottenere appalti nel settore dell'energia eolica. Il tutto con l'intermediazione di Paolo Arata, faccendiere, professore universitario ed ex deputato di Forza Italia. L'indagine nasce da una indagine condotta su Nicastri in Sicilia e trasferita a Roma per competenza territoriale. Nell'ambito di quella indagine, Nicastri è stato arrestato per aver violato la detenzione domiciliare.

Siri nega tutto: "Siamo alla follia. Sono tranquillo, non so di cosa si tratta". 

Il sottosegretario ha sulle spalle già una condanna a un anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta. Una accusa che lui ha sempre respinto, ma che secondo i giudici è il frutto di un reato commesso dalla sua società Mediaitalia: avrebbe svuotato di denaro la società e l'avrebbe trasferito in un paradiso fiscale. Negli ultimi tempi si è espresso più volte contro l'Anac (l'ente anticorruzione diretto da Raffaele Cantone)sostenendo che sono proprio le norme anticorruzione a generare corruzione. Siri ha detto: "Siamo l'unico Paese che ha un ente ulteriore contro la corruzione, diamo per scontato che siamo tutti corrotti e dobbiamo curarci, io penso che sia il contrario: siamo tutti persone corrette fino a prova contraria". Aggiiungendo poi che la corruzione si sconfigge col buonsenso. 

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di Antonio Rispoli
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