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Armi antiche artigianali, i pistoni cavesi sono “in regola”


Armi antiche artigianali, i pistoni cavesi sono “in regola”
26/04/2012, 18:04

I pistoni cavesi sono pienamente “in regola” e rappresentano un’arma antica artigianale: a sancirlo ufficialmente il Banco Nazionale di Prova delle Armi, presso il quale 313 pistoni sono stati sottoposti con successo ad una verifica di funzionalità, efficienza e sicurezza. Grande soddisfazione per l’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni (Sa), impegnata da oltre tre anni nella risoluzione della vicenda. Salve le tradizioni metelliane e le manifestazioni folkloristiche in programma sul territorio. In virtù di un prossimo accordo con il Banco di Prova, l’ATSC farà da “garante” per la regolarizzazione dei pistoni non ancora “sanati”

I pistoni, storica arma ad avancarica della tradizione cavese, sono pienamente “in regola” e rappresentano un’arma antica ed artigianale. E’ l’atteso risultato della verifica effettuata dal Banco Nazionale di Prova delle Armi, sito a Gardone Val Trompia (Bs), su 313 pistoni appartenenti a trombonieri cavesi facenti parte di 7 Casali dell’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni (ATSC).

Salve, dunque, le tradizioni metelliane. Garantita la “sopravvivenza” dell’universo folkloristico cavese e con essa il perpetuarsi delle storiche manifestazioni con protagonisti proprio i pistoni, a partire dalla “Disfida dei Trombonieri”, in scena annualmente nel primo fine settimana di luglio allo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni (Sa).

Tutti i retroscena ed i dettagli dell’operazione di “regolarizzazione” dei pistoni sono stati rivelati nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri, mercoledì 25 aprile, presso la Sala Teatro Comunale di Cava de’ Tirreni ed organizzata dall’ATSC. All’affollato appuntamento sono intervenuti: Marco Galdi, Sindaco di Cava de’ Tirreni; Carmine Adinolfi, già Assessore al Turismo, Folklore, Sport e Spettacolo e delegato dall’Amministrazione comunale per l’operazione di “regolarizzazione” dei pistoni; Carmine Apicella, Vicepresidente del Tiro a Segno Nazionale - Sezione di Cava de’ Tirreni e consulente ATSC per la “regolarizzazione” dei pistoni; Vincenzo Nicoli, Presidente ATSC di Cava de’ Tirreni; Paolo Apicella ed Antonio Luciano, Delegati ATSC per la “regolarizzazione” dei pistoni.

Con il ritorno in città dei 313 pistoni che sono stati sottoposti con successo ad una verifica di funzionalità, efficienza e sicurezza, si è messa dunque finalmente la parola fine ad un “calvario” durato all’incirca tre anni, da quando cioè l’allora Vicequestore aggiunto del Commissariato metelliano, Pietro Caserta, invitò l’ATSC a risolvere la questione.

Dalla perizia effettuata per conto dell’ATSC da Carmelo Famà, “luminare” nel campo delle armi, che attestava l’antichità dei pistoni cavesi, alla “doccia gelata” proveniente dalla Sovrintendenza di Salerno, che sconfessò tale perizia dichiarando le armi non antiche. Fino ad arrivare alla definitiva e positiva verifica effettuata dal Banco Nazionale di Prova delle Armi, che ha sancito che i pistoni cavesi rappresentano un’arma antica ed artigianale. 

«Sono stati tre anni - hanno dichiarato all’unisono Paolo Apicella ed Antonio Luciano dell’ATSC - caratterizzati da grandi sofferenze, da polemiche spesso montate ad arte e da una ridda incontrollata di voci, alle quali non abbiamo mai risposto, concentrando tutti i nostri sforzi sulla risoluzione della vicenda. Malgrado numerose azioni di disturbo e la scarsa conoscenza in materia anche da parte di quelli che dovrebbero essere invece gli organi “competenti”, abbiamo raggiunto il nostro scopo seguendo la strada della legalità ed abbiamo tutelato la storicità dei nostri pistoni, scongiurando il rischio di declassificarli in armi di libera vendita. D’altronde, la bontà della perizia effettuata per noi da Carmelo Famà è stata riconosciuta dagli stessi responsabili del Banco di Prova, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata. Così come rivolgiamo un sentito grazie all’Amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Marco Galdi e l’Assessore Carmine Adinolfi, che ci hanno sempre sostenuto e seguito in tutta questa vicenda, consentendoci con il loro intervento di addivenire in tempi abbastanza celeri al buon esito finale. Abbiamo in definitiva preservato e tramandato la storia cittadina con quella “originalità” che ci contraddistingue da altre realtà similari sul territorio nazionale».

E lo stesso Carmine Adinolfi, già Assessore al Folklore del Comune metelliano, ha annunciato un prossimo accordo tra il Banco Nazionale di Prova delle Armi e l’ATSC, in virtù del quale l’Associazione presieduta da Vincenzo Nicoli farà da garante per la “regolarizzazione” dei tanti pistoni esistenti sul territorio metelliano e non ancora “sanati”.

Grande soddisfazione è stata manifestata anche dal Sindaco Marco Galdi: «Oggi si celebra la Giornata della Liberazione. E la soluzione positiva di questa problematica rappresenta per tutti noi un’autentica liberazione dall’incubo di dover rinunciare alle nostre tradizioni. Ora più che mai, dobbiamo fare tutti fronte comune per portare sempre più in alto il Folklore cittadino ed il nome della nostra amata Città».

Al via, dunque, con rinnovato impegno i preparativi per la prossima edizione della “Disfida dei Trombonieri”, alla quale, come annunciato ieri in conferenza stampa da Carmine Adinolfi, assisteranno anche i rappresentanti del Banco Nazionale di Prova delle Armi, guidati dal Direttore Antonio Girlando.

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di Redazione
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