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La Lonardo interrogata, si difende su Facebook

Arpac, Mastella: “Affronterò il giudizio serenamente”


Arpac, Mastella: “Affronterò il giudizio serenamente”
22/10/2009, 19:10

NAPOLI - Nel giorno successivo all’annuncio dell’inchiesta della procura partenopea sulla gestione dell’Arpac l’eurodeputato ed ex Guardasigilli Clemente Mastella passa al contrattacco. In una conferenza stampa ha ribadito le proprie ragioni, dichiarandosi del tutto estraneo ai reati contestati dalla Procura. E ci tiene a mettere le cose in chiaro, ribadendo la decisione che prese quando si trovò al centro di un altro scandalo, appena un anno fa: “Nessuno può immaginare che lascia la politica. Già una volta ho lasciato da ministro della Giustizia con un gesto che non ha precedenti nella storia della Repubblica”.

Mastella, infatti, respinge tutte le accuse. “Ho la coscienza serena per andare avanti, - ha detto, - la mente alta e la dignità per proseguire rispetto alle 100mila persone che mi hanno votato”. “Affronterò il giudizio del tribunale con serenità e determinazione, - ha aggiunto, - una cosa è certa, non posso accettare l’idea di essere a capo di un partito di persone poco perbene, o peggio di una cupola”. L’ex ministro ha sottolineato poi di non essersi mai interessato al settore appalti, aggiungendo che “se qualcuno ha sbagliato se ne assumerà la responsabilità”. Riguardo alla ‘sponsorizzazione’ di alcune persone, successivamente assunte all’Arpac, Mastella ammette di aver fatto dei nomi ma sottolinea che si tratta di “povera gente”, e che non intendeva, con quei ‘suggerimenti’, favorire assunzioni in modi illeciti.

E sui rapporti con la camorra casertana? La domanda a Mastella era d’obbligo. Secondo le notizie circolate ieri, infatti, un concessionario del Casertano, cognato di uno dei vertici della camorra locale, avrebbe regalato una Porsche Cayenne a Pellegrino, figlio di Mastella e della Lonardo. L’ex Guardasigilli dapprima scherza (“Ho parlato io col boss…”), poi torna serio: “Mio figlio quell’automobile l’ha pagata e lo dimostrerà”.

I riflettori si spostano quindi su Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale e moglie del leader del Campanile, raggiunta da un divieto di dimora in Campania. La Lonardo è stata interrogata questa mattina a Napoli nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti all’Arpac che vede coinvolte 63 persone, indagate per reati tra cui truffa, turbativa d'asta, concussione, abuso d'ufficio. Assistita dagli avvocati Severino Nappi e Alfonso Furgiuele, la moglie dell’ex Guardasigilli ha chiesto al gip Anna Laura Alfano il rinvio dell’interrogatorio di garanzia perché, pur già dichiarando la propria disponibilità ad offrire dei chiarimenti sugli addebiti contestati, ha bisogno di tempo per esaminare il contenuto delle oltre 900 pagine dell’ordinanza.

Ma prima che a parlare siano giudici ed avvocati, la Lonardo ha deciso di ‘discolparsi’ utilizzando Facebook. In una lettera aperta diffusa sul popolare social network il presidente del Consiglio regionale afferma di non aver “mai gestito appalti, mai preso una lira da nessuno” e di non aver “mai condizionato nessuno”. “Grazie per i commenti che state lasciando sulla bacheca, - si legge sul suo profilo di Facebook, in riferimento ai tantissimi messaggi di solidarietà arrivati nelle ultime ore, - vi sono grata per l’affetto che mi state dimostrando. Con l’aiuto del Signore, troverò il bandolo della matassa. Cerco di contrastare un effetto mediatico distorto, vogliono farci passare per quelli che gestiscono chissà quali appalti, Mai gestito appalti, Mai preso una lira da nessuno!!!!! Mai condizionato nessuno''.

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di Nico Falco
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