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Dossier Aree Vaste: ci sono Pianura, Giugliano e Caserta

Arpac, rapporto choc: "Inquinata area di 3 milioni di metri quadri"

In allegato la "black list" dei siti in inquinati

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Arpac, rapporto choc: 'Inquinata area di 3 milioni di metri quadri'
28/07/2011, 11:07

NAPOLI - Un’area da tre milioni di metri quadri inquinata dai veleni provenienti dalla diossina e dal percolato sprigionato dai rifiuti tossici e non. Uno scempio ambientale che da Caserta fino ad arrivare alla periferia di Napoli, passando per Giugliano, è riassumibile nell’ultimo dossier choc presentato dall’Arpac. Alla voce Aree Vaste del rapporto vengono segnalate quelle porzioni di territorio campano in cui sono stati raccolti dati che indicano la situazione ambientale gravemente compromessa dai siti inquinati da anni ed anni di rifiuti. Regi Lagni, Masseria del Pozzo-Schiavi nel Giuglianese, Pianura a Napoli e Lo Uttaro nel Casertano sono le aree maggiormente inquinate, che danno un totale di ben tre milioni di metri quadri di territorio avvelenato. Nella sola periferia di Napoli, zona tra Pianura, Quarto e Pozzuoli, le aree inquinate dove si registra una massiccia presenza di rifiuti tossici che hanno inquinato le falde acquifere sono cinque. Sorprendente il dato che riguarda la discarica abusiva di Caselle alla contrada Pisani: su una superficie stimata attorno ai 4500 metri quadri, il volume di rifiuti è di 17mila e 500 metri cubi.
Ci sono poi le aree che comprendono i siti di Masseria del Pozzo, San Giuseppiello, Novambiente e cava Giuliani gestita dalla Fibe dove sono stati individuati ben 170 pozzi che servono a irrigare coltivazioni fertilissime i cui prodotti (frutta e ortaggi soprattutto) finiscono sulle tavole di molti italiani. I produttori, infatti, vendono anche alle aziende che produconi cibi surgelati.

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di Davide Gambardella
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