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Custodiva un kalashnikov nella sua abitazione

Arrestata la casalinga del clan


Arrestata la casalinga del clan
06/03/2014, 13:50

SANT' ANTIMO - (NA) -

Custodiva in casa sua un’ arma da guerra. E così sono scattate le manette per una casalinga di Sant’ Antimo, comune del napoletano. La donna, Vittoria Di Sebastiano, già nota alle forze dell’ ordine, da alcuni mesi custodiva nella sua abitazione di via Russo, un AK47 meglio conosciuto come kalashnikov, per conto del clan Verde, egemone in quell’ area. I militari della locale tenenza insieme agli uomini della compagnia di Giugliano, diretta dal capitano Francesco Piroddi, hanno eseguito un’ ordinanza di carcerazione, disposta dal gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, per concorso in detenzione illegale di arma da fuoco da guerra e ricettazione con l’ aggravante di aver favorito il clan Verde. La donna è stata portata nel carcere femminile di Pozzuoli in attesa dell’ udienza di convalida.

In realtà i reati contestati alla Di Sebastiano risalgono a circa un anno fa quando i carabinieri, nel corso di un’ indagine molto accurata su alcuni affiliati al clan Verde, arrestarono, proprio in via Russo, Lorenzo Cacace, di anni 28, e Salvatore Manfregola, 26. I due vennero sorpresi con un sacco di plastica nero dentro cui c’ era l’ AK47 con il numero di matricola ed il caricatore pieno di proiettili. Ma la coppia non rivelò da dove avevano preso il micidiale mitragliatore. Per i carabinieri l’ arma era stata prelevata da poco ed in una abitazione della zona. Le indagini proseguirono ed i sospetti ricaddero proprio su Vittoria Di Sebastiano la quale, oltre ad abitare nella stessa strada dove erano stati arrestati i due pregiudicati, aveva anche delle frequentazioni con elementi ritenuti dagli inquirenti di primo piano del clan Verde. E dal gennaio dello scorso anno, la casalinga è stata anche attentamente sorvegliata dai militari della tenenza di Sant’ Antimo che, su delega della DDA partenopea, hanno raccolto le prove necessarie a dimostrare la sua responsabilità per la custodia del kalashnikov che lei stessa aveva consegnato ai due affiliati del clan.  

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di Giovanni Concas
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