Cronaca / Nera

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Napoli. In manette la "regina di Ponticelli" per estorsione

Arrestata Teresa De Luca Bossa


Arrestata Teresa De Luca Bossa
02/01/2010, 15:01

NAPOLI - La “signora di Ponticelli”, “lady camorra” torna in carcere dopo nove anni trascorsi in cella e soli 49 giorni di libertà. Teresa De Luca Bossa, 59 anni, madre di Antonio “o sicco”, condannato all’ergastolo, e moglie di Umberto De Luca Bossa, morto due anni fa per cause naturali, ha trascorso le vacanze natalizie in piena attività, tentando di rimettere insieme quello che resta del suo clan, dopo gli arresti degli ultimi anni. Si tratta di una famiglia storica della malavita partenopea, con una forza economica alle spalle da far paura alle più potenti organizzazioni criminali della città.
Il 31 dicembre i carabinieri della Tenenza di Cercola hanno bussato alla sua porta con un mandato di custodia cautelare in carcere con l’accusa di estorsione. Una storia di racket come tante. Nel mirino un imprenditore di Cercola avvicinato da due rampolli locali dei De Luca Bossa: Francesco Audino, 29 anni e residente a Cercola, in via Rubinacci, e Ciro Romito, 31enne di via Luca Giordano. Già assicurati alla giustizia. Il 21 dicembre scorso, infatti, Audino e Romito si recarono nella sede dell’impresa edile per riscuotere tre mila euro in contanti. Un regalo per “donna Teresa”. Tutto filmato dalle telecamere audio-video installate sul luogo dell’estorsione. Le indagini sono andate avanti a ritmo serrato e gli investigatori sono arrivati al presunto mandante, Teresa De Luca Bossa. Un nome pesante della camorra napoletana, la regina di via Cleopatra e del “Lotto 0”, le case della camorra ubicate in via Bartolo Longo. Infatti, dopo l’ultima scarcerazione, la mamma di “Tonino o sicco” fu accolta dai residenti del quartiere con tutti gli onori di casa. Gente in strada, applausi, baci, strette di mano, fuochi d’artificio, petardi ed una cena con brindisi finale. Era il 13 novembre. Torna a casa da sorvegliata speciale. Quattro anni di osservazione che poteva sfruttare per tornare ad una vita normale. Ma questa gente ha fatto una scelta di vita. E difficilmente tornano indietro Infatti, alla “signora di Ponticelli” è bastato poco più di un mese per varcare di nuovo la soglia del carcere. Il momento era propizio. Soprattutto, perché il clan rivale, i Sarno, sono stati smantellati dalle inchieste della magistratura e dalle “gole profonde” che hanno svelato importanti retroscena e affari con tanto di nomi e cognomi dei camorristi coinvolti. Quindi, per i De Luca Bossa un’opportunità che non volevano perdere. Nessuno, però, credeva che “lady camorra” cadesse subito per una storia di racket di 3mila euro.
Intanto Luciano Tedeschi, latitante del clan Sarno, è stato arrestato dal gruppo operativo dei carabinieri di Castello di Cisterna. Era ricercato dal 24 novembre per aver sparato, a scopo intimidatorio, contro Donato Bonaiuto, cognato di un pentito ex gregario dei Sarno. Tedeschi ha lanciato un messaggio chiaro. Ha tentato di far capire alla famiglia della “gola profonda” che non conviene parlare. Ha rischiato addirittura di ucciderlo. Ed è scappato. Tedeschi è coinvolto in un’inchiesta definita “Meteorite” con altri 14 presunti affiliati ai Sarno. Dovranno rispondere di lesioni personali aggravate, tentato intralcio alla giustizia con l’aggravante di aver utilizzato mezzi mafiosi per favorire l’organizzazione criminale di appartenenza. Nell’inchiesta è coinvolto pure un consigliere comunale di Napoli, Achille De Simone, anche se avrebbe un ruolo più marginale.
Insomma, con l’arresto di Teresa De Luca Bossa e il tramonto dei Sarno, nella periferia Est si apre un vuoto di potere che, probabilmente, sarà colmato dopo una lunga guerra tra clan rivali. Secondo la legge della camorra, infatti, comanda sempre il più forte. Ossia, quello che uccide di più.

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di Giovanni De Cicco
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