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Realizzavano un pezzo sull'omicidio dei coniugi di Lignano

Arrestati e rilasciati 4 giornalisti italiani a Cuba


Arrestati e rilasciati 4 giornalisti italiani a Cuba
29/09/2012, 13:54

L’AVANA – Ilaria Cavo, giornalista del gruppo Mediaset,  Stefano Cavicchi, fotoreporter del Corriere della Sera, Fabio Tricarico, operatore Mediaset e Domenico Pecile, del Messaggero Veneto sono stati arrestai a Cuba mentre rientravano dopo aver realizzato un reportage sul delitto dei coniugi di Lignano Sabbiadoro.

A diffondere la notizia è stato il sito TGCOM 24. Cavicchi, in attesa come gli altri del processo che si terrà alle 15 per direttissima, racconta che sei uomini li hanno sequestrati dalla casa di Riverì Laborde Rico, il giovane accusato del duplice omicidio. “Hanno fatto irruzione nell'appartamento e hanno ripulito le schede del girato fatto dall'operatore di Ilaria Cavo”. L’interrogatorio è durato 12 ore per terminare alle 4 del mattino, ora locale. Cavicchi continua “Adesso saremo sottoposti a una specie di processo, non so cosa succederà. Ci hanno portato via i passaporti e hanno cancellato filmati e fotografie dalla memoria di macchine e telecamere. Alle nove (le 15 in Italia) torneremo nel palazzo del ministero dell'Interno dove ci diranno la nostra sorte”.

Claudio Brachino spiega sul sito TGCOM24 che la Cavo non ha fatto nulla di illegale, le interviste da lei realizzate sono assolutamente lecite.

La Farnesina conferma il fermo dei 4 giornalisti e spiega che l’Ambasciata italiana ha immediatamente attivato tutti i canali opportuni per il loro rilascio.


Aggiornamento ore 14.00 (di Rispoli Antonio)

Già rilasciati i quattro giornalisti italiani arrestati. A quanto si è saputo, contrariamente a quanto riferito da Tgcom, i giornalisti erano entrati nel Paese con dei passaporti che recavano numerose irregolarità amministrative, a cominciare dal fatto che c'erano i visti per motivi turistici mentre erano in quel Paese per motivi di lavoro. Da qui l'arresto e il processo, che inizierà tra poco, per immigrazione illegale. 

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di Claudia Annunziata
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