Cronaca / Sangue

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Indagati anche il fratello e la moglie dell’ ‘orco’

Arrestati i killer di Teresa Buonocore


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Arrestati i killer di Teresa Buonocore
22/09/2010, 13:09

NAPOLI – Hanno un volto e un nome le due persone accusate di aver materialmente ucciso Teresa Buonocore, la 51enne ammazzata a colpi di pistola lunedì mattina all’altezza del Ponte dei Francesi, a Napoli. Le indagini hanno confermato i sospetti degli inquirenti: l’omicidio è legato alla vicenda di pedofilia nel cui relativo processo la vittima aveva testimoniato e ad una provvisionale di 50mila euro.

I due uomini arrestato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli sono Alberto Amendola, 26 anni, e Giuseppe Avolio, 21enne incensurato, destinatari di fermo con l’accusa di omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, relativo munizionamento e spari in luogo pubblico.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura, la polizia ha rinvenuto in un’area di rimessaggio di Portici di pertinenza dei Perillo un’automobile che custodiva un vero e proprio arsenale: sotto sequestro 5 pistole di vario calibro, 2 pistole mitragliatrici, 2.632 cartucce di vario calibro, di cui numerose a palla blindata, perforanti ed a pallettoni, 2 giubbotti antiproiettili, 18 caricatori, 6 valigette per armi, 3 fondine e materiale relativo alla custodia delle armi.

Oltre ai due fermi, ci sono anche due indagati: si tratta di Patrizia Nicolino, medico radiologo, e Lorenzo Perillo, rispettivamente moglie e fratello di Enrico Perillo, l’uomo condannato in primo grado a 15 anni perché accusato di aver violentato, sul terrazzino di casa, due bambine tra cui la figlia della Buonocore. Dall’indagine è emerso che Amendola conosceva bene Enrico Perillo, che entrambi avevano la passione per le armi che li aveva già portati ad avere problemi con la giustizia.

DICHIARAZIONI DIVERGENTI - La decisione di non procedere anche con il fermo di Lorenzo Perillo e di Patrizia Nicolino è stata presa perché le dichiarazioni dei due arrestati, Avolio ed Ammendola, sono divergenti. In particolare, Amendola avrebbe ammesso di aver ricevuto l’ordine da Lorenzo Perillo, mentre Avolio lo smentisce, pur confermando il movente del delitto, ovvero la vendetta nei confronti della Buonocore, aggiungendo di averlo appreso dall’amico arrestato con lui.

AMICI SU FACEBOOK – I due ragazzi arrestati per l’omicidio della Buonocore erano amici su Facebook. Amendola, tatuatore di Portici, ebbe problemi con le forze dell’ordine anche nel 2008, quando nella sua bottega le forze dell’ordine trovarono una pistola e numerose munizioni. Per questa vicenda ha patteggiato la pena di un anno e sei mesi di carcere.

UCCISA COME UN BOSS
– L’omicidio di Teresa Buonocore era stato pianificato fin nei minimi particolari. La donna, come ha confermato il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, era stata seguita in attesa del momento giusto per aprire il fuoco. Quattro colpi calibro 9x21, che hanno raggiunto la vittima al volto, alla testa ed alle braccia e non le hanno lasciato scampo. Ancora non c’è certezza sul mandante, ma sembra fuori dubbio che il delitto sia stato deciso per punire la donna di aver testimoniato e di essersi costituita parte civile nel processo contro Enrico Perillo. Le indagini sono partite dal ritrovamento dello scooter utilizzato dai killer per l’omicidio: una falsa denuncia di furto ha portato in poco tempo all’identità dei presunti killer. Le immagini delle telecamere di video sorveglianza lungo la strada hanno fornito poco aiuto, dato che i due hanno agito con il volto coperto dal casco integrale.

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di Nico Falco
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