Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Il boss tradito da un panettone: “Sì, sono io”

Arrestato Antonio Iovine, il 'Ninno' duumviro dei Casalesi


.

Arrestato Antonio Iovine, il 'Ninno' duumviro dei Casalesi
17/11/2010, 21:11

NAPOLI - Era un fantasma. Ricercato da 15 anni, apparentemente inafferrabile. Simbolo del potere della camorra, incorporeo, evanescente quando si tratta di evitare l'arresto, di piombo e sangue quando c'è da dare prove di forza. Antonio Iovine, 46 anni, duumviro di uno dei sodalizi criminali più feroci mai esistiti, è stato arrestato nella sua Casal di Principe, mentre era a pranzo da un incensurato. 

Il superboss, ricercato dal 1996, era riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine, a rendersi invisibile, a tenere lontano le manette grazie ad una rete di coperture che lo ha sempre protetto. La sua foto più recente risale a quando era poco più di un ragazzino. Il viso tondo, quasi da adolescente, gli era valso il soprannome di 'o Ninno, il ragazzino. Che con gli anni è diventato il numero uno dei Casalesi.

Iovine ha tirato i fili del sodalizio della federazione di clan, capo indiscusso insieme all'altro latitante storico, Michele Zagaria, ha comandato riuscendo ad essere il vero punto di riferimento ma senza mai lasciare tracce.
Ma il superboss non ha potuto fare nulla quando, intorno alle 15 di oggi, una trentina di poliziotti sono piombati nell’abitazione dove si nascondeva, a Casal di Principe.  Un successo clamoroso per le forze dell’ordine, che negli anni non hanno mai allentato la presa ed hanno saputo intervenire al momento giusto, senza lasciargli scampo. La villetta di via Cavour, di proprietà del muratore Marco Borrata, non era il rifugio abituale del Ninno dei Casalesi: secondo gli investigatori si spostava da un covo all’altro, molto probabilmente però restando nei paraggi di Casal di Principe.

IL BOSS TRADITO DA UN PANETTONE

Il Ninno dei Casalesi sarebbe stato tradito da un panettone natalizio. In una telefonata intercettata, il muratore Marco Borraca, arrestato oggi per favoreggiamento, sosteneva l’impellenza di acquistare un panettone. Una richiesta che subito è parsa strana ed ha fatto scattare un campanello di allarme. I controlli si sono intensificati, alcuni dei possibili punti di appoggio del latitante sono stati tenuti d’occhio. Poi, intorno alle 15.30, il blitz. La casa del muratore incensurato era uno dei rifugi di Iovine, che lì si era recato per pranzare. La moglie e la figlia di Borrata, hanno appurato gli investigatori, da qualche mese si occupavano degli spostamenti logistici del capo dei Casalesi.
L’abitazione era protetta da un impianto di sorveglianza. Lo stabile era circondato, una trentina di agenti sorvegliavano ogni possibile via di fuga. Iovine, braccato, ha accennato ad una fuga, cercando di raggiungere il piano superiore dell’abitazione. Poi ha capito. “Sono io”, ha detto, consegnandosi senza opporre resistenza. Forse con lo stesso sorriso beffardo che ha mostrato ai flash ed alle videocamere quando è uscito dalla Questura di via Medina.

UN ATTEGGIAMENTO DA INSOSPETTABILE

Durante la sua lunga latitanza, Iovine si è sempre mostrato una persona “molto educata e rispettosa”, come sottolineato dal procuratore aggiunto della Dda di Napoli Federico Cafiero de Raho in conferenza stampa. Un atteggiamento che gli permetteva di eludere eventuali controlli, di non far nascere sospetti nel caso si fosse trovato faccia a faccia con le forze dell’ordine. Del resto, la sua faccia era un enigma: nessuno sapeva che volto avesse, come il tempo l’avesse cambiato. Molto probabilmente, in questi anni, si è spostato da Casal di Principe soltanto per “lavoro”, per esempio in Francia, in Emilia ed in Toscana. Non è escluso che si muovesse liberamente per strada, conscio di riuscire perfettamente a confondersi tra la gente. “Senza nessuna scorta, solo con un uomo di fiducia”, ha sottolineato il capo della Mobile, Vittorio Pisani, liquidando come “cose da film” le grosse scorte di uomini armati che ci si immaginerebbe a seguire gli spostamenti di un boss.
“L’esperienza, - ha spiegato il procuratore aggiunto e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, Federico Cafiero De Raho, - ha insegnato ai latitanti a muoversi con grande circospezione e adottando numerosissimi accorgimenti”. Incalzato dai giornalisti il magistrato, che da anni lavora sulla camorra del Casertano, ha aggiunto: “Negli anni passati non ho avuto modo di incontrare Iovine, l’ho visto soltanto poco fa, e mi ha portato molto rispetto, atteggiamento comune tra chi è ai vertici delle organizzazioni camorristiche".


SEMPRE A CASAL DI PRINCIPE
Il boss ha bisogno di restare nella propria terra per continuare a gestire il potere. Lo ha ribadito il procuratore capo Giovandomenico Lepore, commentando l’arresto di Iovine. “Non in America del Sud o in Svizzera, ma a casa propria: ciò significa che i boss per gestire il territorio restano sulla base e che la gente del posto l'ha aiutato, forse per solidarietà, forse per paura. Motivi che non si possono giustificare. La difficoltà per le forze dell'ordine e per i magistrati - ha concluso il procuratore- sta proprio nel non ricevere aiuto dalla popolazione. Questa è una nota amara. questa cattura l'aspettavamo dal 1995, ora ci rimane Michele Zagaria”
Sei dicembre 1995. Il giorno della prima ordinanza di custodia cautelare del procedimento Spartacus. Quando iniziò la caccia serrata a quello che era già stato individuato come uno dei due capi dei Casalesi, il duumviro del sodalizio criminale che ha messo le mani sul Casertano e che ha ramificato i propri interessi praticamente dappertutto.
Per il questore Santi Giuffre' "questa e' una giornata indimenticabile, che ripaga di tanto lavoro e tanti sacrifici. Considero molto importanti le attestazioni di stima dei ministri della Giustizia Angelino Alfano e dell'Interno Roberto Maroni". E qui l'appello comune di tutti gli investigatori: "Le intercettazioni restano uno strumento fondamentale per capire anche che spesso i capoclan non vanno all'estero, ma restano nei loro territori".

Commenta Stampa
di Nico Falco e Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.