Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Sorpreso a San Cipriano: “Mi avete trovato, non reagirò"

Arrestato De Luca, braccio destro del Ninno dei Casalesi


.

Arrestato De Luca, braccio destro del Ninno dei Casalesi
12/02/2010, 13:02

CASERTA – E’ stato sorpreso in casa della madre, a San Cipriano D’Aversa. Era tornato da poco, per riabbracciarla dopo anni e per rivedere la fidanzata. Si sarebbe spostato di lì a poco. Quando sei latitante, la terra scotta sotto i piedi. Non immaginava che i carabinieri fossero alle sue costole e che anche quei pochi minuti sarebbero stati determinanti. Corrado De Luca, 42 anni, è stato sorpreso dalle forze dell’ordine mentre salutava la madre, in un’abitazione di via Modigliani. Ha provato a scappare attraverso una finestra ma, quando si è reso conto di essere circondato, ha alzato le mani e si è arreso, consegnandosi spontaneamente: “Mi avete trovato, non reagirò”.

Corrado De Luca è un nome più che noto per i militari che ogni giorno setacciano l’hinterland casertano. E’ un pezzo da novanta del sodalizio camorristico dei Casalesi. Nelle informative viene indicato come il braccio destro di una delle due primule rosse del clan, il superlatitante Antonio Iovine, irrintracciabile da ormai 15 anni. De Luca è considerato il “colletto bianco” del clan, oltre che principale referente e reggente della fazione che fa capo al Ninno in assenza del boss. Era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi.

Il 42enne era sparito dalla circolazione, dandosi alla latitanza, dopo la lettura del dispositivo della sentenza di primo grado emessa dalla Corte di assise di Santa Maria Capua Vetere in cui era stato condannato per concorso nell'omicidio del boss Vincenzo De Falco e associazione camorristica. Era stato poi assolto dall'omicidio in appello, il 19 giugno 2008, ma i giudici della prima sezione della Corte d’Assise di Napoli avevano confermato la condanna per associazione per delinquere di stampo camorristico con una pena di 8 anni divenuta definitiva il 15 gennaio di quest'anno. La sentenza di appello del processo Spartacus al gruppo dei Casalesi aveva confermato anche i 16 ergastoli decisi in primo grado per gli esponenti di vertice del sodalizio criminale, tra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanotte, e i latitanti Michele Zagaria ed Antonio Iovine, detto ‘o Ninno. Agli altri otto imputati, tra cui Corrado De Luca, furono confermate pene dai 2 ai 20 anni. Poche settimane fa, la corte di Cassazione ha confermato tutte le condanne a carico dei principali boss dell'organizzazione camorristica.

L’operazione, coordinata dai pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro e Alessandro Milita, non gli ha dato scampo. Davanti alla caserma di Caserma, la sorella del latitante e la sua fidanzata. In via Lavinaio è arrivato anche il padre. Settantacinque anni, volto provato. “E’ un bravo ragazzo”, dice, riferendosi al figlio appena arrestato. “Trattatemelo bene”. E rimpiange la sua decisione di essersi trasferito, all’epoca, da Sorrento a San Cipriano d’Aversa. Forse, si rimprovera, se quello spostamento non ci fosse stato, il figlio avrebbe intrapreso una strada diversa.

De Luca è stato trasportato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©