Cronaca / Nera

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Con lui preso il nipote latitante 25enne, killer del clan

Arrestato Elio Amato, il nuovo capo degli Scissionisti


Arrestato Elio Amato, il nuovo capo degli Scissionisti
13/07/2010, 13:07

NAPOLI – Dopo l’arresto del cognato era rimasto nascosto in un appartamento di Villaricca, insieme al nipote che gli faceva da guardaspalle. Ma quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione, alle 4.30 dell’11 luglio, non ha potuto fare nulla per evitare l’arresto. In manette è finito Elio Amato, boss degli Scissionisti, secondo gli inquirenti punto di riferimento del clan dopo l’arresto del fratello Raffaele Amato (preso nel maggio scorso in Spagna) e del cognato Cesare Pagano (bloccato a Licola giovedì scorso).

Il blitz è scattato nel cuore della notte, al termine delle indagini coordinate dalla procura di Napoli, Direzione distrettuale antimafia. Nell’appartamento al terzo piano del condominio di Villaricca i poliziotti hanno sorpreso, con Amato ed altri familiari del boss, il nipote 25enne Marco Liguori, da tempo latitante. Per gli inquirenti il ragazzo, forte di una addestramento paramiliatare in Bulgaria che lo ha trasformato in un letale cecchino, è uno dei killer più spietati del clan. L'appartamento dove entrambi si nascondevano era munito di un sofisticato sistema di video -sorveglianza che controllava l'intero perimetro dell'edificio. Sorpresi dagli agenti, i due ricercati non hanno opposto alcuna resistenza.

Elio Amato, 38 anni, era il vero pezzo da novanta del clan. Dopo la cattura del fratello e del cognato, era destinato a prendere le redini degli Amato-Pagano, ad occuparsi di tutti gli affari illeciti dell’organizzazione malavitosa protagonista della tristemente famosa Faida di Scampia. Il 38enne era inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi. Il 38enne, spiega la procura partenopea, “è ritenuto non solo organizzatore dell’associazione camorristica ma anche promotore dell’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti che costituisce la principale attività illecita praticata dal clan nella zona di Scampia. La sua organizzazione è ritenuta oggi la più potente sul territorio metropolitano di Napoli ed estende il controllo delle attività illecite anche nei comuni limitrofi di Arzano, Melito, Casavatore e Mugnano”. “Grazie ad una fitta rete di intercettazioni telefoniche ed ambientali" - sottolinea la Procura, a maggio del 2009 la squadra mobile di Napoli ha arrestato in Spagna il boss Raffaele Amato, mentre il fratello Elio, ricercato contemporaneamente in Italia riuscì a fuggire. Da allora la Dda "aderendo con tempestività alle numerose richieste di intercettazioni avanzate dalla squadra mobile", ha coordinato le indagini per arrivare alla cattura dei ricercati, stringendo un cerchio di controllo sempre più stretto intorno alle persone ritenute più vicine al latitante, nuovo boss del clan. Il nipote 25enne Marco Liguori è considerato dagli inquirenti elemento di spicco del clan, un killer freddo e letale, e al suo interno aveva un ruolo ben preciso: le indagini che hanno condotto al provvedimento di oggi hanno rivelato che il giovane, attraverso i contatti che il clan aveva in Bulgaria, frequentò un centro di addestramento per il tiro ad alta precisione con armi a lunga gittata. "Questo - spiega la procura - indusse a ritenere che il clan avesse programmato la realizzazione di un attentato con modalità esecutive notevolmente diverse rispetto ai numerosi agguati portati a compimento dal clan dal 2004, epoca della faida di Scampia, ad oggi".

Elio Amato - spiega la procura partenopea - "è ritenuto non solo organizzatore dell'associazione camorristica ma anche promotore dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti che costituisce la principale attività illecita praticata dal clan nella zona di Scampia. La sua organizzazione è ritenuta oggi la più potente sul territorio metropolitano di Napoli ed estende il controllo delle attività illecite anche ne comuni limitrofi di Arzano, Melito, Casavatore e Mugnano". "Grazie ad una fitta rete di intercettazioni telefoniche ed ambientali" - sottolinea la Procura, a maggio del 2009 la squadra mobile di Napoli ha arrestato in Spagna il boss Raffaele Amato, mentre il fratello Elio, ricercato contemporaneamente in Italia riuscì a fuggire. Da allora la Dda "aderendo con tempestività alle numerose richieste di intercettazioni avanzate dalla squadra mobile", ha coordinato le indagini per arrivare alla cattura dei ricercati, stringendo un cerchio di controllo sempre più stretto intorno alle persone ritenute più vicine al latitante, nuovo boss del clan. Il nipote 25enne Marco Liguori è considerato dagli inquirenti elemento di spicco del clan, un killer freddo e letale, e al suo interno aveva un ruolo ben preciso: le indagini che hanno condotto al provvedimento di oggi hanno rivelato che il giovane, attraverso i contatti che il clan aveva in Bulgaria, frequentò un centro di addestramento per il tiro ad alta precisione con armi a lunga gittata. "Questo - spiega la procura - indusse a ritenere che il clan avesse programmato la realizzazione di un attentato con modalità esecutive notevolmente diverse rispetto ai numerosi agguati portati a compimento dal clan dal 2004, epoca della faida di Scampia, ad oggi".

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di Nico Falco
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