Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il famoso "abbiamo una banca"

Arrestato Favata, portò a Berlusconi l'intercettazione di Fassino


Arrestato Favata, portò a Berlusconi l'intercettazione di Fassino
26/05/2010, 10:05

SESTRI LEVANTE (GENOVA) - Nel 2005 destò molto scalpore la pubblicazione, fatta sul Giornale, di una telefonata, in cui, tra l'altro, si sentiva Piero Fassino che diceva all'allora amministratore delegato di Unipol, Giovanni Consorte: "Allora, abbiamo una banca?", con riferimento alla tentata scalata alla Banca Nazionale del Lavoro. Lo scalpore era determinato sia dal fatto che un leader degli allora DS si interessava così da vicino ad una faccenda che in teoria non doveva interessargli, sia perchè si trattava di uno dei pochissimi casi di pubblicazione illecita di intercettazione telefonica (il Gip aveva ordinato la non trascrizione in quanto riguardava un parlamentare e ci voleva l'autorizzazione della Camera di appartenenza). Successivamente fu Fabrizio Favata a riferire ai magistrati che era stato lui a portare la registraizone della telefonata, il 24 dicembre 2005, a casa Berlusconi, pochi giorni prima della pubblicazione sul quotidiano, allora diretto da Belpietro. E Favata disse che l'aveva ricevuta da Roberto Raffaelli, ex amministratore dell'azienda Rcs-Research control system.
Ma i rapporti tra Favata e Raffaelli non furono solo questi. Infatti il primo costrinse il secondo a consegnargli 300 mila euro, provenienti da fondi neri della società Rcs, per non rivelare all'Espresso o all'Unità il ruolo di Raffaelli nella vicenda. Per questa estorsione è stato arrestato dai Carabinieri nella sua abitazione di Sestri Levante e giovedì comparirà davanti al Gip per l'interrogatorio di garanzia.

Una nota: se la legge sulle intercettazioni che si sta discutendo in Parlamento fosse stata approvata, questa notizia non avrebbe mai potuto essere data.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©