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‘Nicolino’ bloccato a Lusciano, caserma assediata

Arrestato il latitante Panaro, numero 3 dei Casalesi


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Arrestato il latitante Panaro, numero 3 dei Casalesi
14/04/2010, 23:04

CASERTA – Nicola Panaro, 41 anni, è stato arrestato intorno alle 20 di questa sera dai carabinieri di Casal di Principe. Ricercato da cinque anni, è considerato il numero tre dei Casalesi, gerarchicamente collocato subito sotto le primule rosse Michele Zagaria e Antonio Iovine.
Panaro si era nascosto a Lusciano, in provincia di Caserta, in un appartamento intestato ad una parente della moglie. I carabinieri, al termine di indagini e accertamenti, sono riusciti a bloccarlo superando il ‘fortino tecnologico’ che si era preparato: a guardia dell’abitazione aveva sistemato telecamere ed altri congegni elettronici, poteva inoltre disporre di strumenti tecnologici all’avanguardia per sfuggire ai controlli. Un esperto informatico, così lo definiscono i carabinieri. Nel suo covo sono stati ritrovati, oltre a memory card, telecamere, hard disk e computer, anche sofisticati congegni per disturbare le comunicazioni radio o schermarle, e microspie e localizzatori gps. Quando i 40 carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione era solo, non ha opposto resistenza. L'operazione è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Rhao e dal pm della Direzione distrettuale antimafia, Giovanni Conzo.
Il superlatitante era riuscito a sfuggire al blitz dell'operazione “Spartacus 3”: quando le forze dell'ordine fecero irruzione nel suo rifugio, lui era già scappato, lasciando però, nel covo che era diventata la sua casa, una serie di “pizzini” con i quali dava disposizioni agli uomini del suo clan. Al momento non è stata ancora ultimata la perquisizione all’interno del suo rifugio. Probabile che gli esperti dei carabinieri, nei prossimi giorni, scandaglino anche gli hard disk e le memory card trovate nelle disponibilità di Panaro, dai quali potrebbero venire fuori particolari estremamente interessanti.
Poco dopo l’arresto del 41enne, una folla si è radunata in via Vaticale, a Casal di Principe, davanti alla caserma dei carabinieri. Parenti, amici, semplici conoscenti. E, soprattutto, la parte di Casale che fa più audience: quella malata. Non sono mancati i momenti di tensione, quando i giornalisti presenti hanno cercato di riprendere l’arrivo di Nicola Panaro in caserma e la zona circostante. Uno degli operatori ha rimediato addirittura un calcio, non sfociato in una vera e propria aggressione probabilmente solo grazie alla massiccia presenza dei carabinieri sul posto. La folla, oltre cento persone, è rimasta all’esterno della caserma anche quando l’arrestato è stato portato via.
Il 41enne è cugino e braccio destro di uno dei capi storici della camorra casalese, Francesco Schiavone, alias Sandokan. Per gli inquirenti aveva anche il ruolo di banchiere del clan. Un pezzo da novanta, insomma, destinatario di tre ordinanze di custodia cautelare: una per associazione camorristica, emessa nell'ambito di "Spartacus 3", e le altre due per estorsione ai danni dei cantieri della ferrovia Alifana. Il nome di Panaro figurava inoltre tra i 30 latitanti più pericolosi d'Italia e nei suoi confronti era stato emesso anche un mandato di arresto internazionale.
La prima inchiesta nella quale risulta coinvolto, insieme ad altri esponenti dei Casalesi, risale al 1996, quando la Dda spicca nei suoi confronti un mandato di cattura per racket e camorra. I poliziotti riuscirono ad arrestarlo tre anni dopo. Ma nel 2002, Panaro fece perdere le proprie tracce dopo la scarcerazione disposta dalla prima sezione della Corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere, al termine del processo per l'omicidio dell'imprenditore edile Aldo Scalzone, nel quale era imputato con l'accusa di omicidio. I suoi avvocati riuscirono a dimostrare che nessuno dei cinque pentiti alla base delle indagini aveva fatto esplicito riferimento al loro assistito.
Il colonnello Crescenzio Nardone, comandante della Compagnia di Casal di Principe, sottolineando il grado gerarchico dell’arrestato, davanti ai microfoni ha parlato di un importante risultato a favore della lotta alla criminalità organizzata.
Pronte anche le congratulazioni del ministro dell’Interno, che ha parlato di “un altro successo straordinario dello Stato contro la camorra”. Roberto Maroni, che martedì sarà a Caserta per la riunione di coordinamento del tavolo della legalità, si è congratulato con il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per l'operazione.

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di Elisa Scarfogliero e Nico Falco
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