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"Sono malato e disposto a sottopormi al trattamento"

Arrestato per pedofilia chiede al Gip la castrazione chimica

Allenatore di pallavolo adescava ragazzine su internet

Arrestato per pedofilia chiede al Gip la castrazione chimica
13/03/2012, 21:03

MILANO - In alcuni stati Usa e in certi Paesi come la Gran Bretagna, la Svezia, la Danimarca e il Canada, è una possibilità che viene data ai condannati per pedofilia. In Italia, invece, la castrazione chimica non è in alcun modo prevista dall'ordinamento e tuttavia ieri nel corso di un interrogatorio in carcere, davanti al gip di Milano, un allenatore di pallavolo - arrestato perchè avrebbe adescato ragazzine minorenni tramite i social network e pluripregiudicato per violenze su minori - ha tentato di invocarla, dicendo di essere «malato» e «disposto» a sottoporsi a questo tipo di trattamento. Ovviamente il giudice Donatella Banci Buonamici ha messo a verbale la richiesta dell'uomo, Gianluca M. di 49 anni, ma non ha potuto minimamente prenderla in considerazione, appunto perchè nel nostro Paese la castrazione chimica - un metodo che punta a ridurre drasticamente i livelli di testosterone, attraverso l'uso di alcuni medicinali - non rientra nella normativa in vigore. Quel trattamento, legale in altri Paesi, è un cavallo di battaglia dell'ex ministro Roberto Calderoli, che più volte ne ha chiesto l'introduzione per legge, ed è stato anche oggetto di discussione politica di fronte a fatti di cronaca eclatanti di abusi su minori. «Sono disposto anche a sottopormi a castrazione chimica», ha spiegato, nell'interrogatorio di garanzia, Gianluca M., allenatore di una squadra di volley femminile dell'hinterland milanese, difeso dall'avvocato Andrea Marini e finito in carcere sabato scorso nell'ambito delle indagini coordinate dal pm Giovanni Polizzi. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe mantenuto una serie di contatti sui più diffusi social network con molte ragazzine, di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, spacciandosi per un adolescente, con un nickname e foto false. E sempre stando alle indagini, aveva iniziato ad adescare anche due sue allieve della squadra. Episodi questi ultimi che hanno fatto scattare le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Corsico (Milano), e su cui sono ancora in corso accertamenti. Per di più l'allenatore - che riusciva a far compiere atti sessuali on line alle sue vittime - è un pluripregiudicato per reati di pedofilia, con già due condanne alle spalle. Gli era stata applicata infatti anche la misura accessoria di divieto di frequentazione di minorenni, ma era riuscito in ogni caso, col suo diploma di educazione fisica, a diventare coach di una squadra, anche senza essere iscritto alle federazione. «Ho sempre rifiutato incontri di persona con le ragazze», ha raccontato al gip l'uomo, aggiungendo però che «purtroppo nel virtuale scatta in me un meccanismo di eccitazione». L'allenatore, dunque - accusato di induzione a esibizioni pornografiche di minorenni, violenza sessuale, corruzione di minorenni e che risulta anche pensionato perchè invalido civile - ha esposto davanti al giudice quella che lui stesso considera una «malattia». E ha chiesto quindi almeno di poter essere trasferito dal carcere di San Vittore a quello di Bollate, perchè là, a suo dire, c'è un «professore» e psicologo che lo ha avuto in «cura» in passato. Spetterà al giudice decidere se accogliere tale richiesta.

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di Valerio Esca
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