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A bordo studenti da tutta Italia

Arrivate a Palermo le navi della legalità

Ad accoglierli Maria Falcone e Piero Grasso

Arrivate a Palermo le navi della legalità
23/05/2012, 09:05

Sono arrivate nel porto di Palermo le due navi della legalità provenienti da Civitavecchia e da Napoli con a bordo migliaia di studenti provenienti da tutta Italia. Ad accoglierli, nel giorno in cui cade il ventesimo anno dalla strage di Capaci, vi sono centinaia di ragazzi e sorella del giudice Giovanni Falcone. In aria vengono lanciate decine di palloncini tricolori. Ad aprire il corteo una barca a vela interamente realizzata dall'istituto Nautico di Palermo e dedicata a Francesca Morvillo. Sulle navi le gigantografie di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. «C'e stato un periodo fosco e c'e ancora molto da fare - ha detto Leonardo Guarnotta, presidente del tribunale di Palermo - ma forse siamo alla fine del tunnel grazie anche all'impegno dei magistrati di Caltanissetta che indagano sulle stragi. Questi ragazzi qui oggi che nel 1992 non erano ancora nati ci ricordano che bisogna avere la dignità di essere cittadini e non sudditi». Tanti gli striscioni preparati dagli studenti, su uno si legge "Benvenuti a casa nostra". E tanti cori fra i quali spicca: «Palermo è nostra e non di Cosa Nostra». «Sulla memoria costruiamo il nostro futuro». Cosi Piero Grasso ha salutato, sotto una pioggia battente, le migliaia di studenti accorsi al porto di Palermo per le manifestazioni del ventennale delle stragi di Capaci, subito dopo lo sbarco delle navi della legalità. «Sono felice di vedere che ogni anno i ragazzi sono sempre di più - ha detto Maria Falcone - dopo le stragi c'è stata la svolta, perchè tutto è cambiato e la società civile ha chiesto alla politica di fare piazza pulita; è un traguardo che non abbiamo ancora raggiunto, ma mi auguro avvenga presto. Qui ci sono ragazzi che hanno meno di 20 anni e che hanno ritrovato, attraverso la memoria di Giovanni, i valori di legalità e giustizia. Il messaggio che arriva tutti gli anni dalle scuole trasmette voglia di cambiare».

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di Veronica Riefolo
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