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La Cisl apre apre su due fronti

Articolo 18, Pd spaccato, la Cgil ribadisce il no


Articolo 18, Pd spaccato, la Cgil ribadisce il no
19/02/2012, 21:02

ROMA - Dall'abolizione del reintegro nei casi di licenziamento per motivi economici al reintegro solo per i licenziamenti discriminatori, fino al congelamento della tutela per i precari da assumere. Sono molte le ipotesi sul tappeto per la modifica del discusso articolo 18 nell'ambito della riforma del mercato del lavoro allo studio del Governo. Molte le ipotesi circolate negli ultimi tempi. Quella illustrata dal ministro del lavoro Elsa Fornero alle parti sociali al tavolo a Palazzo Chigi prevede solo un indennizzo economico in caso di licenziamento per motivi economici e la scomparsa del reintegro nel posto di lavoro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nei casi di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo nelle aziende con oltre 15 dipendenti. Poi c’è quello della Confindustria. Secondo l'associazione degli industriali la tutela offerta dall'articolo 18 con il reintegro sul posto di lavoro va circoscritta solo ai licenziamenti discriminatori o nulli, cioè quelli soggettivi. Negli altri casi ci deve essere invece una indennità di licenziamento. Il PD è invece diviso. Veltroni dice “No ai tabù”; Fassina, “No stop ai diritti”. L'ex segretario rimarca l'importanza di cambiare il mercato del lavoro italiano senza tabù su materie come l'art.18 che sono «santuari del no che hanno paralizzato l'Italia per decenni». «Ora si chiede di abolire l'art.18, poi si dirà che la compensazione monetaria va ridotta e così via», è la replica del responsabile economico del Pd Stefano Fassina che parla di rischio a una «corsa al ribasso senza fine». Il leader della Cisl, Bonanni, invece, propone di intervenire su due fronti: stabilendo una corsia preferenziale per i processi da articolo 18, che oggi durano fino a sei anni, ed agganciando la disciplina dei licenziamenti individuali per motivi economici a quella già prevista per i licenziamenti collettivi. Una modifica che, comunque, secondo il segretario della Cisl, permetterebbe in ogni caso di mantenere tutta la validità della norma contro abusi e discriminazioni. La Cgil invece ribadisce il suo no a qualsiasi tipo di modifica. Il sindacato di Corso Italia ha sempre ribadito la propria contrarietà al ritocco, anche parziale, dell'articolo 18. “L'unico intervento possibile è sui tempi della giustizia”.

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di Valerio Esca
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