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Una amara riflessione sulla poca libertà esistente oggi

Articolo 21 della Costituzione: vietato contestare Berlusconi


Articolo 21 della Costituzione: vietato contestare Berlusconi
10/05/2011, 11:05

In teoria, nella nostra Costituzione esiste un articolo, il numero 21, che recita al primo comma: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". E' quella che viene riassunta nella espressione "libertà di parola". Certo, è regolata dalla legge, che deve prevenire gli eccessi: non può essere tollerabile, per esempio, il danneggiamento di proprietà private o pubbliche; nè è lecito insultare, dileggiare o diffamare (ed infatti esistono appositi articoli del Codice Penale che condannano queste condotte). Ma in linea di massima, questa è una regola, quella della libertà di parola, che deve esistere.
Invece sono diversi anni che questo non accade. Da quando il governo Berlusconi si è insediato nel 2008, si è concesso sempre meno spazio al dissenso. Ci sono molti filmati (basta girare su Youtube) che mostrano persone che presumibilmente sono della Polizia o dei Carabinieri (e sottolineo presumibilmente, dato che sono in borghese, non si presentano, non mostrano distintivi o tesserini, ma agiscono come se fossero comandanti delle SS) che arrivano sui luoghi dove da lì a poco devono essere presenti esponenti del governo e allontanano manifestanti, anche con la forza; stracciano striscioni o distruggono cartelli dei contestatori; fermano ed identificano arbitrariamente chi vuole protestare. Quando naturalmente non succede - come succede sempre più spesso - che passano alle maniere forti, manganellando e spaccando teste a chiunque gli capiti a tiro. Ci sono gli esempi più eclatanti di Roma a piazza Navona (2008, protesta contro la Gelmini per i tagli alla scuola, vennero picchiati degli studenti prima da gruppi di infiltrati e poi dai poliziotti); sempre a Roma, contro gli aquilani (2010, vennero aggrediti e manganellati dalla Polizia, perchè contestavano i mancati finanziamenti del governo per la ricostruzione); a Brescia, contro un presidio in sostegno di alcuni extracomunitari saliti su una torre (2010, si vede il vicequestore di Brescia che ordina di sgomberare il presidio; al no, sferra una violenta testata nello stomaco della prima persona che ha di fronte e poi dà l'ordine ai poliziotti di picchiare tutti i presenti). Questo senza andare ovviamente a fatti che sono stati accertati - anche se non ancora con sentenza definitiva - come criminali, vedi il G8 di Genova del 2001. L'ultimo episodio è accaduto ieri: Pietro Palau Giovannetti, presidente di una associazione che denuncia i reati di cui la stampa non si occupa (per lo più malagiustizia o sopraffazioni viste con occhio troppo tollerante dalla legge), per aver gridato al premier davanti al Tribunale di farsi processare è stato brutalmente sequestrato da alcune persone in borghese, che probabilmente erano della Digos. Ma non si sa, perchè il loro comportamento non è stato certamente da poliziotti. Perchè è chiaro che la Polizia deve intervenire quando c'è un reato. Ma lì che reato c'era? Ingiurie? Ammesso anche, il codice non prevede l'arresto per questo. Turbamento dell'ordine pubblico, come cercano di far credere alcuni? E perchè non lo turbano le decine di persone che davanti al Tribunale sono pagate (secondo quanto scrisse il Fatto Quotidiano, 20 euro ed un panino al giorno) per fare casino a favore del premier? Lo tiurba solo chi non è d'accordo? Come si vede, si tratta di un comportamento per l'ennesima volta illeggittimo, ma che per l'ennesima volta non sarà sanzionato come prevede la legge.
E naturalmente si potrebbe continuare a lungo, con un elenco delle manifestazioni più piccole, sgomberate con la violenza. Anche perchè sono tutte espressioni caratterizzate dal fatto di essere contro il governo. Invece in questi anni mai sono capitatio episodi del genere nelle manifestazioni delle organizzazioni di estrema destra, che trovano soddisfacente la politica del governo Berlusconi e la sostengono.  
Ma allora, la nostra Costituzione è cambiata? All'articolo 21, primo comma sono state aggiunte le parole "a condizione che non protestiate contro Silvio Berlusconi"? Perchè poi c'è un corollario preoccupante: l'assoluto silenzio dei magistrati. Nei Tribunali c'è sempre stato un occhio di riguardo per i reati commessi dagli esponenti delle Forze dell'Ordine. E il perchè lo si può capire: lavorando sempre a stretto contatto con loro, una giusta severità potrebbe far nascere malumori ed odi che comprometterebbero l'attività dei Pm in casi magari più seri, come quelli di mafia e così via. Tuttavia, quando i reati sono così evidenti e ripresi dalle telecamere, il rischio è che la gente cominci ad odiare poliziotti, Carabinieri e finanzieri. Già da tempo, guardando i sondaggi e gli studi sociologici che si fanno, si vede che se c'è ancora una buona fiducia nei Carabinieri, ce n'è pochissima verso i poliziotti o i finanzieri. Ma i dati negli ultimi anni hanno un trend in discesa. E se il cittadino comincia a non avere fiducia nelle forze dell'ordine, comincia anche a non denunciare, ma a farsi giustizia privata; o peggio, comincia a chiedere ad altri di fargli giustizia al posto della legge. A chi? Mafia, camorra, 'ndrangheta. C'è solo l'imbarazzo della scelta. E non solo al sud, dato che le organizzazioni criminali sono estese in tutta Italia.

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di Antonio Rispoli
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