Cronaca / Sanità

Commenta Stampa

Caldoro rassicura, ma c’è chi vuole attendere i pagamenti

Asl Na1, sospiro di sollievo. Ma col sospetto


.

Asl Na1, sospiro di sollievo. Ma col sospetto
03/05/2010, 11:05

NAPOLI – Sembra risolta la controversia sugli stipendi per i circa diecimila dipendenti, grazie all’intervento della Regione Campania, che pagherà con fondi propri. Con la rassicurazione arrivata da Stefano Caldoro, l’emergenza dovrebbe chiudersi entro mercoledì prossimo. Tra i dipendenti dell’Asl, però, c’è ancora chi non crede alla risoluzione ed aspetta, come si dice, di sentire i soldi in mano prima di tornare a lavorare a pieno regime.

Sabato scorso è stato confermato l’intervento con utilizzo di fondi propri della Regione Campania; la soluzione, che era già emersa durane il tavolo tecnico con i rappresentanti imprenditoriali e sindacali giovedì pomeriggio, era stata inizialmente scartata da Caldoro, che successivamente si è visto però costretto a tornare sui propri passi. Caldoro ha così dato il via, come si legge in una nota dell’ente di Santa Lucia, “alla procedura amministrativa per garantire la provvista finanziaria e contabile che garantisce la provvista finanziaria per pagare gli stipendi ai dipendenti dell’Asl Napoli 1”. Non è ancora chiaro che tipo di intervento sarà utilizzato, ma si è parlato di una “procedura ad hoc” scelta dal Presidente della Regione per rispettare l’impegno preso, ovvero di risolvere la controversia nei termini previsti dall’accordo del tavolo tecnico e in tempi ragionevoli. Si tratterebbe, comunque, di un anticipo di cassa dirottato per tamponare la falla dell’Asl Napoli 1 dopo il pignoramento arrivato con un’ordinanza del Tribunale di Napoli.

Negli ospedali afferenti all’Asl Na1, però, la situazione non è tornata alla normalità. Perlomeno, non del tutto. Le parole, sostengono i dipendenti, restano tali. Per calmare la gente c’è bisogno della sicurezza che gli stipendi arriveranno, e questa ci sarà soltanto quando i soldi saranno accreditati sul conto in banca. Questa mattina si è tenuto un sit in all’ospedale Loreto Mare, già da diversi giorni, come gli altri presidi, in stato di agitazione. Gaetano Marati, coordinatore dell’Rdb e dipendente dell’ospedale San Paolo, è lapidario: il sindacato non approva la scelta degli altri sindacati di abbandonare lo stato di agitazione e di tornare alla normalità. Punta il dito contro i “pompieri”, rei di “spegnere il fuoco” mentre, sostiene, la battaglia non può ancora terminare in quanto ci sono soltanto delle promesse e non dei fatti concreti. E, aggiunge, c’è bisogno di lavorare ancora tanto: quello degli stipendi è soltanto la punta di un iceberg, bisogna farsi sentire per evitare che successivi interventi nella sanità, non ancora deliberati ma già nell’aria, possano portare a tagli al personale o alla riduzione degli stipendi.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©