Cronaca / Sanità

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Asl Napoli 1: il comitato "Il welfare non è un lusso" annuncia la sospensione dei servizi socio-sanitari


Asl Napoli 1: il comitato 'Il welfare non è un lusso' annuncia la sospensione dei servizi socio-sanitari
05/11/2010, 14:11


NAPOLI - Chiudono lunedì 8 novembre i servizi socio-assistenziali, anche quelli essenziali, per anziani, sofferenti psichici, disabili e tossicodipendenti, fino a quando la Asl Napoli 1 Centro non sbloccherà i pagamenti. Si tratta di circa 40 servizi gestiti da associazioni e cooperative sociali (tra cui Alser, Il Calderone, Alisei, Aquilone, Gesco Servizi, Il Pioppo) in convenzione con la Asl napoletana, in cui sono impiegati 250 operatori per circa 2mila utenti e i loro familiari, seguiti quotidianamente presso strutture riabilitative e residenziali, centri diurni, comunità e gruppi famiglia. I ritardi nei pagamenti delle convenzioni raggiungono i 16 mesi e ammontano a circa 7 milioni di euro. La mobilitazione è stata indetta dal comitato Il welfare non è un lusso che ha chiesto, a nome delle organizzazioni interessate, un incontro urgente al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, al Commissario straordinario della Asl Napoli 1 Centro Achille Coppola e al Prefetto di Napoli Andrea De Martino, «per concordare soluzioni concrete e immediate».  Il comitato proclama anche lo stato di agitazione degli operatori: lunedì mattina a partire dalle ore 9.00 è previsto un loro presidio presso la sede della Asl al Centro direzionale di Napoli. Nessun seguito hanno avuto gli impegni presi dai referenti regionali che lo scorso mese, in occasione del presidio organizzato dal comitato Il welfare non è un lusso, avevano assicurato, tra le altre cose, la liquidazione dei pagamenti al terzo settore per i servizi socio-sanitari. «Siamo costretti nostro malgrado a prendere questa decisione che consideriamo contro natura – spiega il portavoce del comitato Il welfare non è un lusso Sergio D’Angelo – e chiediamo scusa agli utenti e ai loro familiari ma riteniamo di agire, ancora una volta, nel loro interesse. Siamo certi di poter contare non solo sulla loro comprensione ma anche sulla loro solidarietà perché il rischio è quello che restino permanentemente privi dei servizi che tanto faticosamente abbiamo continuato a garantire in questi anni. Confidiamo che nei prossimi giorni possa manifestarsi una più adeguata reazione civile e che non veniamo lasciati soli. Il tema del welfare non è solo di chi si è impegnato a costruirlo ma deve interessare tutti».

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di Redazione
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