Cronaca / Sangue

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I rapinatori hanno sparato a bruciapelo coi kalashnikov

Assalto al portavalori: vigilante ucciso a Casoria


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Assalto al portavalori: vigilante ucciso a Casoria
26/10/2010, 17:10

CASORIA – Sono entrati ed hanno sparato, senza nemmeno dare il tempo della resa. Con gli Ak-47. I Kalashnikov. Due sventagliate di mitra, senza nessuno scrupolo. E’ di un morto e due feriti il bilancio dell’assalto al portavalori che si è consumato intorno alle 10.00 di oggi a Casoria, in provincia di Napoli, all’interno della sede della banca Unicredit.
Due persone, col volto coperto, hanno fatto irruzione nella banca superando senza problemi l’ingresso, dove non è installato il metal detector né ci sono altri dispositivi atti a regolare il passaggio. Solo una porta automatica, “da supermercato”, commenta amaramente qualcuno.
Hanno bloccato il vigilante che presta servizio nella banca, puntandogli l’arma alla testa e facendolo stendere. Sull’altra guardia giurata, che si occupava del trasporto valori, hanno aperto il fuoco. Senza dire una parola, senza dargli il tempo di arrendersi. L’uomo ha tentato una reazione, ma è riuscito solo a stringere la mano sul calcio della pistola. E’ riuscito a sparare dei colpi solo quando era ormai stato colpito, cadendo. E’ stata una esecuzione. Lo hanno centrato alla testa, senza lasciargli scampo. E’ morto così Gerardo Citarelli, 43 anni, padre di due bambini. Un’azione lampo, una rapina durata pochissimi istanti e sfociata nel sangue.

I proiettili hanno ferito anche un altro vigilante, Pino Lotta, ed un cliente, Antonio Caputo, raggiunto al polpaccio; trasportati all’ospedale San Giovanni Bosco, i due non sono in pericolo di vita.

Una telecamera interna, l’unica in funzione, a quanto risulta, ha ripreso le immagini. Subito dopo il colpo i due rapinatori sono corsi all’esterno, dove probabilmente un terzo complice li attendeva in auto.

All’interno della banca i carabinieri hanno rinvenuto decine di bossoli; oltre a quelli di un’arma lunga, a terra c’erano anche i proiettili di una 9x21. In queste ore i carabinieri della caserma di Casoria stanno ascoltando i dipendenti della banca: al momento della rapina, in agenzia c'erano cinque cassieri e un'altra decina di dipendenti. Sul posto c'e' anche il pm De Simone. Non e' ancora chiaro a quanto ammonta il valore dei plichi portati via dai rapinatori: dei tre pacchi, uno, forse il piu' grande, sarebbe rimasto in salvo nel portavalori; gli altri due sarebbero invece stati portati via dal commando, con circa 120 mila euro all'interno. Gli inquirenti indagano su possibili connessioni con la rapina avvenuta ieri, con modalita' molto simili, ad Afragola. E non si esclude che ad agire siano state le stesse persone.


IL CLIENTE FERITO ''Sono entrati in banca a volto scoperto, e un attimo dopo uno di loro mi ha sparato alla gamba. Ho pensato che sarei morto ma poi sono riuscito a trascinarmi nel bagno e ho chiuso la porta a chiave''. E' questo il racconto dei momenti di terrore vissuti stamattina da Antonio Caputo, 43enne, commerciante di vini di Casoria che e' rimasto ferito nella rapina in banca avvenuta nel comune del Napoletano. ''Ero allo sportello - ricorda Caputo pochi minuti dopo l'intervento per la ferita alla gamba sinistra - ho sentito che stava accadendo qualcosa e mi sono voltato. A quel punto, senza che io avessi aperto bocca, uno dei rapinatori mi ha sparato alla gamba. Sono caduto a terra, ho superato lo spavento e ho cominciato a trascinarmi verso il bagno. Dall'interno della toilette sentivo le urla che venivano dal salone della banca, sono rimasto chiuso dentro fino a quando non ho sentito il silenzio, a quel punto sono uscito e i rapinatori erano andati via''. Caputo ha subito un lungo intervento all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per la ricostruzione del muscolo della gamba colpito dal rapinatore.

IL VIGILANTE IMMOBILIZZATO ''Sono stato preso alle spalle, mi ha puntato un mitra alla testa e costretto a stendermi a terra''. Bruno, 30 anni, era la guardia giurata della ditta 'La sicurezza', in servizio stamattina all'agenzia dell'Unicredit di Casoria, dove un altro vigilante e' stato ucciso e due persone sono state ferite. ''Sono vivo per miracolo, lo so - continua l'uomo - da quella posizione, con la testa a terra, ho sentito gli spari all'interno della banca. Non potevo fare assolutamente nulla, e' stato tremendo''. Bruno e' in caserma assieme alla sua ragazza, quando rilascia la sua breve testimonianza. Non vuole raccontare altri dettagli: ''Lasciamo stare, non mi sembra il momento di parlare e di rilasciare dichiarazioni''. A chi gli ha chiesto se avesse visto spuntare i rapinatori dal cespuglio di fronte alla banca ha risposto: ''Appunto, ve l'ho detto, guardate, e' proprio meglio lasciar perdere''.

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di Nico Falco
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