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Il fondatore di Wikileaks ricercato anche nel suo paese

Assange braccato anche dall'Australia


Assange braccato anche dall'Australia
29/11/2010, 18:11

"Potenzialmente vi è un certo numero di leggi penali che potrebbero essere state violate". Così il ministro della Giustizia australiano Robert McClelland in riferimento all'attività di Julian Assange; l'oramai stranoto fondatore del portale Wikileaks che, in particolare negli ultimi giorni, sta scuotendo e preoccupando le diplomazie mondiali.
Secondo quanto riportato dall'Ansa, il sito avrebbe diffuso circa 1400 documenti riferiti proprio all'Australia, paese natale di Assange che è stato inquadrato come "alleato saldo come roccia" dell'America privo però della minima influenza internazionale. Il governo guidato dal conservatore John Howard, sempre secondo le prime indiscrezioni trapelate da Wikileaks, sarebbe quello che ha operato la decisione di partecipare all'invasione dell'Iraq e di tacere sulla detenzione di alcuni cittadini australiani nella prigione di Guantanamo.
Come si legge testualmente nell'articolo firmato da Claudio Marcello per l'Ansa, inoltre, "Un dispaccio dell'ambasciatore Usa a Canberra tratta i retroscena del vertice Apec dei leader dell'Asia-Pacifico a Sydney nel 2007, e riferisce di un colloquio in cui il presidente Usa George W Bush esprimeva preoccupazione al presidente cinese Hu Jintao per una spedizione di parti di missili dalla Corea del Nord all'Iran, che avrebbe fatto scalo a Pechino".
Anche l'Australia, dunque, accarezza l'ipotesi di accreditare ad Assange alcuni tipi di reati e sguinzaglia la polizia in quella che si preannuncia una caccia all'uomo con pochi precedenti nella storia.
"Latitante" dallo scorso 18 novembre, quando due donne lo hanno accusato di abusi sessuali e violenze, il fondatore del sito più cliccato degli ultimi giorni deve infatti fare i conti con un mandato di cattura internazionale. I suoi sostenitori sono convinti che le accuse nei suoi riguardi siano soltanto un pretesto per arrestarlo e fermare la sua scomodissima attività, altri invece si dicono certi che dietro Assange ci siano dissidenti militari e "gole profonde" della Cia.
Al momento, dunque, la posizione del quarantenne non è ancora nota. Lui stesso, dopo lo scandalo sessuale esploso in Svezia e la sua idea di base operativa nel paese scandinavo abbandonata per cause di forza maggiore, aveva asserito di voler richiedere asilo politico alla Svizzera. Ad oggi, però, a nessuno risulta che tale richiesta sia stata avanzata.

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di Germano Milite
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