Cronaca / Sanità

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Ma il Governatore ha già deciso di rinunciare all'incarico

Asse Bassolino-Berlusconi: don Antonio Signore della sanità


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Asse Bassolino-Berlusconi: don Antonio Signore della sanità
25/07/2009, 22:07

In principio fu Montemarano, poi fu l’intermezzo breve Santangelo. Infine, i poteri tornarono al Padre. Tono profanamente ironico, per descrivere il percorso che sta seguendo, negli ultimi tempi, la sanità campana.

Nel marzo scorso, nell’ennesima ‘notte dei lunghi coltelli’ della politica campana, la sanità subì una vera e propria rivoluzione che la scosse dalle fondamenta, con un drastico taglio al numero delle Asl ed a quello dei distretti sanitari, direttori generali destituiti, mappa riscritta da zero. Un mese dopo, ad aprile, mentre gli ex direttori generali ancora andavano e venivano dal Tar coi loro ricorsi stretti nelle mani, e soprattutto quando la sanità era ad un passo dal commissariamento, si abbassò il sipario sull’era Montemarano, inviato (o, per meglio dire, lanciato) verso un posto da europarlamentare poi non arrivato.

Cominciava l’era di Mario Santangelo, ex direttore generale della Fondazione Pascale, che prendeva le redini dell’assessorato regionale e con esse aveva in eredità una situazione economica disastrosa. Una mossa che riuscì non ad evitare il commissariamento, ma soltanto a guadagnare qualche giorno in più. Anche le scadenze più lunghe hanno però un termine. Così il consiglio dei Ministri, pochi giorni fa, ha deciso di commissionare il sistema sanitario in Campania (ed in Molise), affidando la gestione a sub-commissari esterni alle rispettive amministrazioni. Intanto, però, sono i presidenti delle Regioni a raccogliere tutti i poteri.

Questo significa che, fino a quando non verrà nominato un sub-commissario, la Sanità campana sarà il regno di Antonio Bassolino; un settore dove il Governatore, non dovendo più confrontarsi con amministrazioni e forze politiche (come dovevano invece fare le sue emanazioni precedenti), avrà poteri illimitati. In altre parole, sono stati eliminati gli “intermediari” ed ampliate le libertà decisionali di Bassolino che, nel (probabilmente) breve periodo di ‘comando’, avrà il duro compito di tappare il buco nelle casse delle Asl e poi, si spera, di ricominciare a riempirle.

Ma la mossa di Berlusconi potrebbe avere anche un’altra spiegazione. Dare pieni poteri a Bassolino, infatti, significa anche fargli il vuoto intorno, oltre ad aizzare la destra campana con questo ennesimo schiaffo. Creare a don Antonio nemici anche all’interno del partito. E, nel caso di un mancato recupero, decretare la sua fine politica. In poche parole, bruciarlo. Forse è per questo motivo che Bassolino ha già fatto sapere di rinunciare al ruolo.

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di Nico Falco
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