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Assemblea Ato: effettuata prima ricognizione del sistema idrico


Assemblea Ato: effettuata prima ricognizione del sistema idrico
17/07/2010, 13:07

La prima ricognizione sugli impianti del sistema idrico integrato (fonti, acquedotti, rete fognaria e depuratori) è stata illustrata questa mattina, in sala Ajace, a Udine, durante l’assemblea dell’Autorità d’ambito territoriale a cui hanno partecipato tutti i comuni della provincia. Dopo due anni di lavoro intenso, che hanno visto all’opera l’Ato in collaborazione con i gestori (Cafc, Amga, Carniacque, Cdl, Poiana), emerge l’elevato tasso di ‘anzianità’ di molte reti realizzate negli anni ’70, alcune delle quali in amianto, le perdite dai tubi, con conseguenze sulla diseconomicità, e l’eccessivo numero di depuratori, addirittura 500, un dato questo da cui si evince non solo la polverizzazione del sistema ma anche i fattori storici legati all’inquinamento ambientale. Alla luce della ricognizione si può partire adesso per programmare il piano d’ambito, pronto entro il 2011, che prevede il rifacimento delle reti, la razionalizzazione dei depuratori e il superamento dell’attuale
frammentazione: la rivisitazione complessiva costerà fra gli 800 e 1 miliardo di euro nei prossimi trent’anni.
Un’esplicita legittimazione dell’attività dell’Ato è stata espressa dall’assessore regionale all’Ambiente Elio De Anna che, rivolto ai Comuni, ha dichiarato: “Da oggi al 2011, ovvero quando sarà approvata la legge di futura governance sia sui rifiuti sia sull’acqua alla quale stiamo lavorando, l’Ato ha titolo ad accelerare sul piano d’ambito: il ruolo centrale dei Comuni è fuori discussione in un’ottica però provinciale, due punti cardine della nuova normativa regionale che delinea una funzione precisa agli enti locali in maniera paritetica”.
L’assessore è intervenuto anche sul referendum in corso contro la
(presunta) privatizzazione dell’acqua: “E’ ora di smettere di ripetere che l’acqua costa: è gratis. A rappresentare un costo è il servizio, non a caso ci stiamo occupando di fare investimenti per abbassare le tariffe e fornire un servizio migliore ai cittadini”.
Dal canto suo il consigliere regionale Alessandro Colautti, a cui l’assessore ha passato la parola, ha sottolineato, in veste sia di presidente della IV Commissione sia di ex presidente Cafc, la svolta rappresentata dalla nuova legge di riordino del sistema idrico e fognario, e la validità del ruolo assegnato ai comuni per la definizione del piano d’ambito, plaudendo alla lungimiranza dei comuni che finora “hanno saputo mettere da parte visioni localistiche prediligendo una visione improntata alla ‘solidarietà’, e cioè i percorsi di aggregazione finalizzati a battezzare una gestione unica nelle provincia di Udine.
Nel gestore unico tutti i comuni saranno parimenti protagonisti, nessuno predominerà sull’altro”, ha chiarito. E’ evidente che per garantire gli investimenti, facendone seguire tariffe accettabili, si deve ragionare sull’ambito territoriale provinciale. E l’Ato si è sempre mossa con questa impostazione”.

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di Redazione
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