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"Politica inumana contro la Palestina".L'aula non si svuota

Assemblea Onu: Ahmadinejad spiazza tutti


Assemblea Onu: Ahmadinejad spiazza tutti
24/09/2009, 10:09

Lo avevano preannunciato diversi giorni prima, i delegati dei 27 paesi che avrebbero preso parte all’assemblea generale delle Nazioni Unite: se Ahmadinejad avesse fatto uno dei suoi “tradizionali” riferimenti negazionisti sull’olocausto e si fosse lasciato andare a discorsi antisemiti, l’aula sarebbe stata sgomberata in massa. Il leader di Theran ha però spiazzato tutti con un attacco meno clamoroso del solito (e per molti versi addirittura condivisibile) contro Israele.
Senza scadere nell’antisemitismo fondamentalista o parlare di cancellazione dello stato ebreo dalla cartina geografica, Ahmadinejad si è infatti limitato a definire “inumana” la politica dello stato di Israele nei confronti dei territori palestinesi. E’ bastata questa opportunistica moderazione, a quanto pare, per conferire un’aura di innegabile realismo alle accuse mosse dal Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran e per non permettere all’assemblea di agire con compattezza.
Degli stati presenti alla riunione, infatti, solo Italia, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Francia, Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Lituania, Polonia e Slovacchia hanno abbandonato l’aula; mentre la Svezia (presidente semestrale in rotazione), la Spagna, il Portogallo e la Finlandia sono rimaste ad ascoltare l’arringa di Ahmadinejad. Un’arringa divenuta ancora più furente con lo svuotarsi dell’aula e che, piaccia o no, ha sollevato questioni importanti e spinose dell’attuale sistema di governo mondiale.
Il leader Iraniano, infatti, ha attaccato gli Stati Uniti d’America e la loro politica economica parlando di: “Un regime di capitalismo sfrenato, che è iniquo in sé” e che “e' in un vicolo cieco e non riesce a muoversi”. Puntuale anche la staffilata finale; che concede il consueto tono da  fondamentalista islamico al leader  dell’Iran: “E' venuta la fine per coloro che decidono che cosa sono la democrazia e la liberta' e fissano standard che loro stessi sono i primi a violare. Essi non potranno piu' essere giudici e boia”.
Parole dure ma difficilmente confutabili quelle espresse dal presidente dell’Iran. Parole di aspra e per molti versi condivisibile denuncia che dovrebbero far riflettere sia chi ha deciso di abbandonare l’assemblea, sia chi è rimasto. Quando i dittatori dichiarati come Ahmadinejad si scagliano contro i democratici dichiarati avendo ragione, inutile far finta di non accorgersene, significa che qualcosa nell’equilibrio socio-economico e politico mondiale sta cambiando; probabilmente in peggio.
 

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di Germano Milite
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