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Associazione Comunicazione Per Bene: "Basta con gesti antisportivi, calci e pugni galeotti"


Associazione Comunicazione Per Bene: 'Basta con gesti antisportivi, calci e pugni galeotti'
03/03/2012, 10:03

Per abbassare i toni, prevenire polemiche ed evitare episodi di violenza fuori e dentro i campi di calcio, secondo gli esperti occorre istituire un codice etico. Per tutelare soprattutto bambini e adolescenti, i massimi dirigenti devono impegnarsi affinché all’interno del rettangolo di gioco si crei un clima sereno, fatto esclusivamente di fair play e gesti tecnici

Basta con gesti antisportivi, calci e pugni galeotti. Polemiche amplificate, accuse e litigi avvelenano il mondo del calcio dentro e fuori il rettangolo di gioco e alzano il tasso di aggressivita’ dei tifosi. In un momento storico in cui l’aggressivita’ della societa’ italiana e’ aumentata, calciatori, personale tecnico e dirigenti devono essere consapevoli dell’importanza sociale ricoperta dallo sport nel Bel Paese. Per gli esperti il calcio e’ la disciplina sportiva piu’ popolare in Italia, seguito soprattutto dai giovani (64%), i piu’ affascinati dagli “eroi del pallone” e quindi i piu’ sensibili ad imitarne gesti e azioni. Secondo 8 esperti su 10 per abbassare i toni e per tornare a vivere il calcio in maniera ‘sana’ serve un vero e proprio codice etico, firmato da giocatori e dirigenti sportivi, che detti regole a cui attenersi e stabilisca le pene nel caso in cui vengano trasgredite.

Questo e’ quanto emerge dallo studio condotto da Comunicazione Perbene, l’associazione no profit, presieduta da Saro Trovato e nata per sensibilizzare contro l’“inquinamento” presente nei media e per un’ecologia nella comunicazione”, su oltre 50 esperti tra educatori, psicologi, sociologi, psicopedagogisti, mass mediologhi.

“I calciatori e il calcio sono un punto di riferimento per milioni di persone, tra le quali bambini e ragazzi - Afferma Saro Trovato, presidente di Comunicazione Perbene, sociologo ed esperto di media. - Ci vogliono atteggiamenti e comportamenti responsabili, perché si puo’ creare emulazione e stimolare violenza. E’ necessario che si abbassino i toni”.

Alla domanda “secondo lei quale importanza riveste lo sport e il calcio in particolare nella societa’ italiana?” piu’ di otto esperti su dieci (88%) hanno affermato che il calcio esercita una forte influenza sui comportamenti degli italiani. Una rilevanza dovuta al fatto che il calcio crea svago (31%), puo’ contribuire a trasmettere i principi dello sport (35%) e a creare valore economico (42%). Il calcio inoltre influisce sugli umori della gente (45%) e puo’ fornire ai ragazzi e ai bambini dei modelli di riferimento (32%).

L’altra faccia della medaglia riguarda i messaggi negativi che il “Pianeta Calcio” puo’ veicolare alla gente, in particolar modo ai giovani, i piu’ influenzabili. Secondo gli esperti l’esasperazione dei toni (55%) e i gesti antisportivi in campo (47%) possono contribuire a sviluppare aggressivita’ (61%), a generare violenza fisica e verbale (57%), ma soprattutto essi possono provocare sentimenti di non tolleranza (68%) nei confronti dei tifosi avversari. Altro aspetto da non trascurare e’ il fatto che partite violente possono generare ansia (56%) nel pubblico di casa, in particolare nei bambini e negli anziani davanti allo schermo.

Di chi e’ la responsabilita’ dei messaggi provenienti dal mondo del calcio? Secondo la maggioranza degli esperti sono i calciatori (42%), i protagonisti principali, attraverso i loro parole ed i loro gesti dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Una responsabilita’ condivisa anche con i dirigenti (31%), che dovrebbero attuare una regolamentazione interna per i propri tesserati, e con i giornalisti sportivi (26%), che dovrebbero favorire un linguaggio civile (46%) e abbassare i toni dei dibattiti sportivi (34%).

Ma qual e’ la fascia d’eta’ piu’ esposta a certi messaggi? Secondo quasi 6 gli esperti su 10 (58%) sono i giovani, in particolare quelli che vanno dai 10 ai 19 anni, i piu’ sensibili al “mondo del pallone”. Questo secondo gli esperti avviene perché i giovani vedono nei calciatori della loro squadra del cuore degli eroi vincenti (65%) e modelli comportamentali da imitare (54%). Seguono gli anziani (30%) abituati ad un calcio meno esasperato e che vivono le partite di oggi con ansia e agitazione, e gli adulti (12%), piu’ consapevoli ma anche loro suscettibili di fronte al calcio caotico di oggi.

Cosa occorrerebbe fare, quindi, per tutelare le fasce piu’ deboli e far si che certi episodi negativi non accadano piu’ sui campi di calcio? Per 8 esperti su 10 (83%) e’ indispensabile che tutti gli addetti ai lavori condividano e rispettino un codice etico, che contribuisca ad attuare comportamenti leali e corretti (57%), ad abbassare i toni (43%) e a vivere il calcio in modo meno esasperato (38%). Questo codice etico secondo gli esperti deve prevedere una serie di comportamenti da evitare, con le relative punizioni in caso di mancata osservazione. Rispettare l’avversario, non simulare, aiutare gli arbitri durante le loro decisioni, evitare gesti violenti e frasi ingiuriose sono le principali regole da seguire secondo gli esperti. Multe esemplari, decurtazione dell’ingaggio, mancate convocazioni per le partite e giocatori messi fuori rosa sono invece le possibili ‘pene’ per chi non rispetta il codice etico.

Valori etici da esportare anche fuori dal terreno di gioco. Per gli esperti sotto accusa sono soprattutto il linguaggio utilizzato in telecronaca (43%) e i contenuti di molte trasmissioni sportive (56%), le quali amplificano gli episodi negativi e basano i loro contenitori mediatici meno sui gesti sportivi e piu’ su urla, litigi e insulti. Un’esasperazione dei toni che alza il tasso di aggressivita’ della societa’ e in particolare dei tifosi, i quali sfogano la loro rabbia sia sul web, nei vari social network, blog e forum, sia dentro e fuori lo stadio, con manifestazioni di dissenso non sempre civili. Secondo gli esperti anche i tifosi devono far propria una cultura sportiva in cui i fan avversari non siano visti come nemici, ma come persone con la loro stessa passione ma per un’altra squadra.

Insieme a questo codice etico, gli esperti segnalano un ulteriore escamotage, utile a stemperare gli animi e a creare meno argomenti di discussione: e’ l’uso della tecnologia in campo (44%). Come avviene gia’ in altri sport, il rugby ad esempio, l’introduzione di sensori sulle linee di porta o la possibilita’ per gli arbitri di guardare replay per valutare episodi dubbi aiuterebbe i direttori di gara a diminuire i loro errori (68%) e porterebbe il pubblico a dubitare meno della loro buonafede (49%).

Le 10 regole del codice etico

  1. Rispettare l’avversario dentro e fuori dal campo
  2. Evitare gesti di violenza, sia fisica che verbale
  3. Non simulare o accentuare un contrasto
  4. Aiutare l’arbitro durante le loro valutazioni e decisioni
  5. Evitare dichiarazioni lesive o polemiche nei confronti di arbitri e avversari
  6. Denunciare episodi di corruzione o tentativi simili
  7. Rispettare gli orari e le decisioni del proprio allenatore e della propria societa’
  8. Parlare con i tifosi e incoraggiarli ad avere un atteggiamento sano e sportivo
  9. Abbassare i toni nei commenti degli episodi di moviola
  10. Contribuire a generare un clima di sana ironia anche in prossimita’ di grandi eventi

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di Redazione
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