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Luca Orioli e Marirosa Andreotta trovati morti nel 1988

Associazione Libera: "Si farà luce sul giallo Policoro"

Domani il 23° anniversario della morte dei due fidanzatini

Associazione Libera: 'Si farà luce sul giallo Policoro'
22/03/2011, 12:03

POTENZA - Domani ricorre il 23°anniversario della morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i due fidanzatini di Policoro, trovati morti nel bagno dell'abitazione della ragazza il 23 marzo del 1988, in circostanze che secondo i familiari dei giovani hanno sempre lasciato pensare ad un assassinio. Quella sera del 1988, Luca e Marirosa - studenti universitari di 20 e 21 anni - furono trovati seminudi nel bagno di casa Andreotta. Le prime indagini stabilirono che erano morti per una scarica elettrica proveniente da un "caldobagno", acceso per riscaldare l'ambiente. Successivamente, si ipotizzò l'asfissia da ossido di carbonio causata dallo scaldabagno a metano installato al di sopra della vasca da bagno. Due ipotesi che non hanno mai convinto le famiglie dei due giovani; in particolare, la madre di Luca, Olimpia Fuina, non ha mai creduto alla fatalità.
"Nella storia di Luca e Marirosa non c'è stata la volontà di arrivare alla verità - dice - la procura deve dare risposte a molte domande e spiegare ad esempio perché la sera del ritrovamento furono cancellate le tracce di sangue dal bagno. In un documento della procura - aggiunge - è scritto che lo stato dei luoghi è stato modificato e i corpi manipolati". Interrogata sulle cause della morte dei giovani, la madre del ragazzo risponde: "Sono stati ammazzati e basterebbe la frattura dell'osso ioide riscontrata sul cadavere di Luca a dimostrare la morte per strangolamento".  Incidente domestico o duplice omicidio? Questa è dunque la domanda che da decenni accompagna il giallo dei ragazzi di Matera. Il referente lucano di Libera, don Marcello Cozzi, si mostra fiducioso che "il lavoro che da mesi sta portando avanti l'anamopatologo Francesco Introna sia i nuovi impulsi investigativi della Procura di Matera porteranno finalmente luce su questo tragico caso".

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di Tiziana Casciaro
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