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Lopa: adesso è tempo di operare con onestà e serenità

Associazione Nuova Italia Napoli, 30° anniversario terremoto del 1980


Associazione Nuova Italia Napoli, 30° anniversario terremoto del 1980
22/11/2010, 15:11

Lopa: bisogna chiarire che se ci sono state finora luci e ombre sulla ricostruzione adesso è tempo di operare con onestà e serenità, con la collaborazione di tutti affinché si possa completare l'opera di questa ritardata ricostruzione. Mi sembra ieri, sono trascorsi 30 anni, ed è ancora vivo il ricordo di quella indimenticabile domenica del 23 novembre del 1980, ore 19,35 un boato di pochi secondi e giù distruzioni di case e interi paesi in Campania e Basilicata, con migliaia di morti e feriti. Cosi è intervenuto, Rosario Lopa, Portavoce di Nuova Italia Napoli al dibattito organizzato nell'anniversario del terremoto dell'ottanta. All'iniziativa organizzata dal portale www.destrae.it, hanno partecipato le associazioni associate alla Nuova Italia: Nuova Campania, Casa della Legalità, Nuova Italia Area Flegrea, Enzo Schiavo, Azione Sociale rappresentante Vincenzo Garofalo, Porta del Sud, Nuova Italia Chiaia-Posilllipo portavoce Alfredo Catapano, Pasquale Clemente presidente di Alleanza Europea, Nuova Agricoltura con Vincenzo Scola. Napoli e i paesi della zona del vesuviano subirono danni gravissimi. In tutti questi anni del dopo terremoto, ancora non è stata chiusa la pagina della ricostruzione, a causa di forti ritardi dovuti allo sciacallaggio del profitto da parte di alcuni personaggi del mondo politico, imprenditoriale, finanziario, tecnico e malavitoso. Qualche anno fa, hanno ricordato gli intervenuti, nel nuovo tribunale di Napoli c'è stata un'udienza che vedeva coinvolti nell'affare terremoto oltre settanta persone. Chissà quando si potranno sapere i nomi degli innocenti o dei colpevoli. Purtroppo questo anniversario ci riporta alla memoria di quelle sfortunate persone che perirono sotto le macerie, parenti, amici o semplici conoscenti. Napoli subì gravi danni con circa settanta morti e centinaia di feriti, la più grave sciagura avvenne a Via Stadera a Poggioreale, con il crollo di un intero edificio di nove piani, dove rimasero privi di vita cinquantadue persone. Il Presidente della Regione Campania Bassolino, negli anni addietro, per le ricorrenze del terremoto visitava i paesi e i posti danneggiati dal sisma, promettendo agli amministratori e ai cittadini la disponibilità della sua carica Istituzionale per accelerare il completamento della ricostruzione. Ma il tempo passa e non ha più il tempo di ricordarsene. Bisogna chiarire, continuano gli esponenti delle associazioni, che se ci sono state finora luci e ombre sulla ricostruzione adesso è tempo di operare con onestà e serenità, con la collaborazione di tutti affinché si possa completare l'opera di questa ritardata ricostruzione. Con il terremoto è avvenuta la saldatura tra sistema illegale privato-camorra e sistema illegale pubblico-corruzione. Il terreno d'incontro e di spartizione è stata la spesa pubblica, le enormi risorse economiche affluite nei territori colpiti dal sisma. Di contro, una lentezza esasperata nella ricostruzione delle case: ventisette anni dopo il sisma, ci sono ancora, ha ricordato Lopa,nuclei familiari che vivono ancora nei prefabbricati. La città di Napoli la sua provincia e tutta la regione, continua l'esponente di Nuova Italia, vennero stravolte da gigantesche colate di cemento e centinaia di metri cubi di sbancamenti: viadotti, svincoli e strade a scorrimento veloce costruite su terreni instabili, su versanti in frana che non sopportano il peso. Fantomatiche aree industriali. Il paesaggio regionale, ha concluso Lopa, è stato brutalizzato con una devastante alterazione dell'ecosistema fluviale, impossibile oramai da recuperare, insomma il trionfo del cemento e delle grandi opere, le sole che onsentissero ai vari attori della vicenda post-terremoto di organizzare i loro affari multimiliardari.

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di redazione
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