Cronaca / Giudiziaria

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Assomediazione, lettera al Ministro della Giustizia


Assomediazione, lettera al Ministro della Giustizia
29/11/2012, 14:50

Il particolare momento che l’istituto della Mediazione sta vivendo a seguito del noto comunicato stampa con il quale la Corte Costituzionale ha reso noto di aver dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione, rende necessario un immediato intervento affinché l’istituto -quale strumento alternativo di risoluzione dei conflitti in grado di produrre gli auspicati positivi effetti di deflazione del contenzioso civile, di miglioramento del servizio giustizia, di adeguato servizio alle esigenze di una moderna società civile, di opportunità ulteriore di soluzione del conflitto in sede negoziale anche prima che insorga- consegua tutti gli scopi che la Direttiva Comunitaria 2008/52/CE ed il D. Lgs. si sono prefissi. Assomediazione, in rappresentanza degli Organismi di Mediazione e degli Enti di Formazione per la Mediazione associati, già nell’imminenza del comunicato stampa emesso dalla Corte Costituzionale, si è rivolta a Lei inviandoLe una richiesta di intervento del Governo affinché fosse posto in essere l’atto normativo correttivo più idoneo a risolvere quello che all’attualità -in mancanza della  pubblicazione della sentenza resa dal Giudice delle Leggi- appare essere più un vizio di forma che di sostanza, ed in grado di preservare e tutelare le legittime aspettative di quanti hanno creduto nell’istituto quale valido strumento alternativo di risoluzione dei conflitti. Per Assomediazione ed i suoi associati, l’obbligatorietà -non in contrasto con la Direttiva Comunitaria 2008/52/CE- è, almeno nell’attuale fase di prima applicazione, l’unico strumento per assicurare un’adeguata diffusione dell’istituto e per forzare un cambiamento giuridico-culturale che, diversamente, sicuramente mancherebbe. Gli Organismi di mediazione e gli Enti di formazione privati aderenti ad Assomediazione, fin dalla prima ora hanno avuto fiducia nel progetto, impegnandosi –anche con notevoli sacrifici- a diffonderlo nella società civile e imprenditoriale, e sono ora giustamente preoccupati di vedere vanificati tutti gli sforzi profusi.  L’autorevole intervento della Consulta, così come reso noto, rischia di provocare enormi ricadute sociali negative sia in termini di posti di lavoro che andranno perduti, sia in termini di PIL, sia in termini di gettito fiscale per le entrate dello Stato. Di assoluta rilevanza poi, nella già difficile situazione economica attuale del Paese, la circostanza che risulta impossibile essere competitivi ed attrarre investimenti esteri quando per risolvere una controversia commerciale occorrono in media 1210 giorni contro una media Ocse di 510 ed una UE di 549 (fonte dati: Banca Mondiale). Ancora, la Banca d’Italia calcola in un punto percentuale di Prodotto Interno Lordo il costo dell’attuale inefficienza della giustizia civile. La decisione della Corte Costituzionale può essere, altresì, l’occasione giusta anche per porre rimedio ad alcune criticità, pecche, lacune ed eccessi, vizi del diritto positivo che l’istituto, nella sua iniziale fase di applicazione, ha evidenziato. Assomediazione ritiene che ora più che mai sia indispensabile avviare un dialogo, tutti insieme, e propone la istituzione di un tavolo comune per costruire un percorso tendente alla ricerca di intese, auspicando la condivisione da parte di tutti di quello che vuole essere solo un nuovo modo di operare. A nome dell’associazione, pertanto, Ill.mo Sig. Ministro, Le richiedo, come già da tempo prospettato, l’attivazione di un gruppo di lavoro presso il Ministero che veda le componenti del mondo Forense –istituzionale e associativo- e le rappresentanze associative degli Organismi di mediazione e degli Enti di formazione per la mediazione –privati e pubblici- assise insieme per fornire un valido supporto al fine di concertare proposte e soluzioni atte ad addivenire alla redazione di una nuova norma volta a sanare anche le criticità di natura tecnico-giuridica insite nel D. Lgs. n. 28/2010, e che favorisca e tuteli tutte le legittime  aspettative, sia degli operatori della mediazione, sia di quelli nell’ambito dell’Avvocatura. Assomediazione, fin da ora, pone a disposizione del Ministero tutta l’esperienza e la competenza dei propri associati, al fine di collaborare al miglioramento funzionale dell’istituto. Fidando che la richiesta inoltrata e la collaborazione offerta possano essere giustamente valutate e considerate, e nell’attesa di Sue determinazioni, a nome del Consiglio Direttivo e degli associati, porgo i più deferenti ossequi.". Così per ASSOMEDIAZIONE Il Presidente Avv. Francesco Franzese.

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di Redazione
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