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Irlanda: rapporti incrinati tra chiesa anglicana e cattolica

Attacco alla Chiesa, Cantalamessa chiede scusa



Attacco alla Chiesa, Cantalamessa chiede scusa
04/04/2010, 10:04

ROMA - Durante le celebrazioni del venerdì santo, il predicatore vaticanista Raniero Cantalamessa , proprio in presenza di Benedetto XVI, aveva paragonato "l'attacco violento e concentrico" subito dalla Chiesa a quello antisemita che gli ebrei patirono a causa del regime nazista. Le reazioni di sdegno e rimprovero delle comunità ebraiche di tutto il mondo e delle vittime della pedofilia non tardarono ad arrivare e così, solo poche ore dopo, Padre Lombardi fu costretto a Chiarire che il pensiero di Cantalamessa non collimava con quello del Vaticano e della Chiesa Cattolica.
l'incauto prelato è stato poi intervistato dal Corriere della Sera e, proprio in incipit d'articolo, si leggono le sue scuse:"Se contro ogni mia intenzione ho urtato la sensibilita' degli ebrei e delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e chiedo scusa, riaffermando la mia solidarieta' con gli uni e con gli altri".
Il frate cappuccino, ci tiene poi a precisare che "il Papa non solo non ha ispirato ma, come tutti gli altri, ha ascoltato per la prima volta le mie parole durante la liturgia in San Pietro" visto anche che mai "qualcuno del Vaticano ha preteso di leggere in anticipo il testo delle mie prediche".
L'idea di citare una lettera scritta da un suo amico ebreo, dunque, sarebbe partita da "un'intento amichevole e giammai ostile".  "Non penso - chiarisce infatti il frate - che si possano paragonare antisemitismo e attacchi alla Chiesa di questi giorni e credo che neppure l'amico ebreo intendesse farlo. Egli non si riferisce all'antisemitismo della Shoah, ma all'antisemitismo come fatto di cultura, piu' che come effettiva persecuzione".
Per Enzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane (Ucei), le parole del predicatore rappresentano al contempo "un'inaccettabile imprudenza ed un'incomprensibile leggerezza".
"E' incorso - sottolinea Gattegna - in un grave errore. Di carattere morale prima ancora che storico e culturale. Anzi, in una somma di errori che - aggiunge - hanno amplificato l'effetto negativo della sue parole". Per Gattegna, dunque "un rappresentante della Chiesa cattolica se intende trattare dell'antisemitismo e della Shoah, deve saperlo fare nei temi, nei luoghi e nei modi piu' giusti e appropriati".

IL CASO IRLANDA
Un altro incidente diplomatico interreligioso (tra cugini di primo grado in pratica) si è poi verificano in Iralanda. Le dichiarazioni galeotte sono quelle dell'arcivescovo di Canterbury e dunque patriarca della Chiesa Anglicana Rowan Williams. Per Williams, infatti, dopo lo scandalo degli abusi e l'acclarata azione di "copertura" operata dalla Chiesa cattolica nei confronti sei sacerdoti pedofili, il Vaticano avrebbe "perso ogni credibilità".
Le reazioni parecchio stizzite dei prelati cattolici irlandesi ha però spinto Williams ad un clamoroso dietro front, culminato in un articolo pubblicato sull'Osservatore Romano dove il prelato anglicano parla di "attacchi calunniosi e campagna diffamatoria costruita attorno al dramma degli abusi sessuali commessi da sacerdoti". E vissero tutti felici, ipocriti, vittime e contenti.

In allegato, il video della predica "incriminata"

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di Germano Milite
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