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Attanasio (Verdecologista) Salviamo Bagnoli


Attanasio (Verdecologista) Salviamo Bagnoli
25/10/2010, 16:10

In questi giorni a Napoli si è riaperta la discussione sul futuro dell’area che ospitava l’Italsider a Bagnoli, un argomento che negli ultimi vent’anni ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. L’impostazione data al recupero dell’area è confusionaria, si annunciano una serie di realizzazioni ognuna scollegata dall’altra senza un tema comune che identifichi la vera vocazione di quell’area che è, e deve essere, quella di attrattore turistico. Insediamenti produttivi che non si collegano a questo filone devono essere evitati ed avviati verso l’ex area industriale di Napoli est. La zona di Bagnoli dovrebbe essere destinata soprattutto alle attività marine, della cultura e dello spettacolo. La realizzazione di un “parco della musica, della produzione televisiva e cinematografica” e della “città della vela” di sicuro porterebbe in quest’area migliaia di visitatori al giorno creando almeno trentamila posti di lavoro tra diretto ed indotto. Basti pensare ad un parco a tema, unico nel suo genere in Italia, che potrebbe valorizzare l’enorme ricchezza culturale della città di Napoli rappresentata dalla musica e dal teatro. Il parco di 120 ettari dovrebbe prevedere: la messa a dimora di ventimila alberi; la realizzazione di un palarock di 20.000 posti; una sala polifunzionale di 3000 posti (un vero auditorium) per concerti, rappresentazioni teatrali, congressi e produzione televisiva; un museo della musica e del teatro napoletano; studios cinematografici; sale d’incisione e di ascolto musica; negozi di souvenirs e strumenti musicali; parco giochi a tema musicale e teatrale; ristoranti, pizzerie, bar, pub e discoteche con musica dal vivo. All’esterno del perimetro del parco dovrebbero essere realizzate 3000 camere d’albergo in strutture di massimo tre piani, circondate da alberi, e non 750 come prevede la variante occidentale. In merito ai collegamenti, per evitare le caotiche situazioni di traffico che già si stanno registrando in occasione di manifestazioni ed eventi a Bagnoli, sarebbe opportuno creare un apposito collegamento sotterraneo su ferro tra l’ingresso del futuro parco, lato costone di Posillipo, e la stazione dei campi Flegrei, per permettere in futuro l’interscambio con la linea 6 e con la metropolitana collinare e l’interscambio su gomma utilizzando gli ampi parcheggi a raso e sotterranei che già sussistono nella zona dello stadio San Paolo e della mostra d’Oltremare. I parcheggi sotterranei a Bagnoli dovrebbero servire invece solo per i turisti che provengono da fuori regione e a servizio degli alberghi. Un progetto questo che se attuato potrebbe rappresentare un eccezionale catalizzatore di costanti flussi turistici. Un accordo di programma ratificato poi dal Consiglio Comunale di Napoli potrebbe portare all’occupazione di 20 ettari degli spazi destinati al parco verde di 120 ettari previsto dalla variante di salvaguardia dell’area occidentale e all’utilizzo degli spazi della colmata, se non più rimossa, per realizzare tutto quanto occorre per lo svolgimento di gare veliche, creando il villaggio della vela a ridosso del porto previsto dalla stessa variante di salvaguardia. La città della vela rappresenterebbe nei fatti la ciliegina sulla torta in quanto, oltre a dare fiato all’industria nautica, potrebbe permettere in futuro lo svolgimento di un eventuale Coppa America o di un’Olimpiade. Mare, musica e teatro immersi in uno scenario di incomparabile bellezza ambientale qual’è il sito di Coroglio, il tutto per un connubio vincente scaturito dalla realizzazione di un piano eco-compatibile che possa portare quello sviluppo e quel lavoro che da tanto la città partenopea attende e che tanto è auspicato in questi giorni dalle realtà imprenditoriali della nostra regione. Questo progetto è stato presentato più volte alle istituzioni preposte e alla stampa cittadina fin dal 1994 ed il riproporlo puntualmente ogni qualvolta si parla di Bagnoli scaturisce dalla voglia di contribuire al miglioramento del piano, a renderlo eco-compatibile e far comprendere che Napoli non può perdere la grande occasione di creare un volano di sviluppo omogeneo collegato alle ricchezze culturali e paesaggistiche del proprio territorio. Ultima considerazione è quella che una tale realizzazione attirerebbe di sicuro l’attenzione dei grandi investitori statunitensi che, dei parchi di divertimento, hanno fatto il grande business in territori come la Florida e la California.

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di Fabio Iacolare
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