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Le indagini sulle dichiarazioni del boss pentito Lo Giudice

Attentati contro i magistrati: 4 arresti a Reggio Calabria

Tre dei quattro uomini già sono in carcere

Attentati contro i magistrati: 4 arresti a Reggio Calabria
15/04/2011, 11:04

REGGIO CALABRIA – Quattro presunti affiliati alla ‘ndrangheta sono stati arrestati per gli attentati compiuti lo scorso anno contro il Procuratore Generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, e contro il Procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone. Gli attentati a cui si fa riferimento sono quelli consumati il 3 gennaio 2010, presso gli uffici della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, e il 26 agosto 2010, presso l’abitazione di Salvatore Di Landro, Procuratore Generale della Repubblica alla Corte d’appello di Reggio Calabria. Ai quattro uomini finiti in manette viene anche contestata la responsabilità per l’episodio del bazooka fatto ritrovare a poche centinaia di metri dalla Procura della Repubblica il 5 ottobre dell’anno scorso.
L’indagine, condotta dalla procura di Catanzaro (territorialmente competente per i fatti che riguardano i magistrati reggini), ruota attorno alle dichiarazioni di Nino Lo Giudice, pentitosi dopo il suo arresto nell’ottobre scorso. Nino “u nanu” (il nano) era finito in manette per associazione a delinquere di stampo mafioso, indicato come il capo della famiglia mafiosa che controlla alcuni settori imprenditoriali della città.
Uno dei destinatari del provvedimento restrittivo del gip del Tribunale di Catanzaro è proprio Antonino Lo Giudice, 53 anni, boss dell’omonima cosca, pentitosi lo scorso anno. Gli altri due arrestati, peraltro già in carcere come il primo, sono Luciano Lo Giudice (37), fratello del collaboratore di giustizia, e Antonio Cortese, quarantotto anni. La quarta ordinanza di custodia cautelare riguarda un giovane di 28 anni, che non sarebbe affiliato alla cosca. Si tratta dell’impiegato di un’azienda privata che, nella vicenda, avrebbe aiutato Cortese.

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di AnFo
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