Cronaca / Sangue

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L'ordigno forse fabbricato nel Napoletano

Attentato a Milano, Game 'lupo solitario'


Attentato a Milano, Game 'lupo solitario'
12/10/2009, 20:10

Un “lupo solitario”, un terrorista “dell’ultima ora”, forse “con qualche problema mentale”, indebitato fino al collo per l’impresa edile chiusa da meno di due anni, rifugiatosi da tempo nella religione islamica del Centro islamico di viale Jenner, dove predica l’imam Abu Imad, sul quale pende una condanna per terrorismo. E’ stato descritto così Mohamed Game, il 34enne che questa mattina, poco prima delle 8, si è reso responsabile dell’attentato contro la caserma Santa Barbara in piazzale Perruchetti a Milano. Gli inquirenti stanno indagando sul gesto dell’uomo che, sopravvissuto all’attentato, è attualmente ricoverato in ospedale ed ha perso un occhio ed una mano.

Per il momento si sa per certo che era un frequentatore del centro islamico: è stato riconosciuto anche da Abdel Hamid Shaari, presidente dell’Istituto. Libico, nato a Ben Ghazi il 17 ottobre 1974, arrivato in Italia nel 2003 e con regolare permesso di soggiorno, senza un lavoro fisso e con piccoli precedenti contro il patrimonio (era stato sorpreso ad acquistare costosissimi farmaci per terapie da disintossicazione di stupefacenti utilizzando ricette false), Game convive con Giovanna M., 39enne milanese, incensurata, in un appartamento occupato da lei qualche anno fa in una palazzina popolare gestita dall’Aler in via Matteo Civitali, a pochi passi dal luogo scelto per l’attentato; dalla donna l’uomo aveva avuto due figli (di tre e cinque anni), con la coppia vivevano anche due ragazzi nate dal precedente matrimonio della 39enne. Questa mattina ha raggiunto la Caserma con un ordigno artigianale a tracolla, nascosto in una borsa per gli attrezzi di pelle nera. Lo aveva fabbricato con acetone, ammoniaca e nitrati, preparando cinque chili di una miscela compatta, grigia, con una bobina di ferro. Un ordigno artigianale, ma costruito da chi sapeva bene dove mettere le mani e che soltanto grazie all’imperizia dell’attentatore non ha causato una strage. Game è arrivato alla Caserma alle 7.45, poco prima dell’alzabandiera. Sul piazzale c’erano già circa 200 persone. Tra lui e la struttura si è frapposto il caporale Guido La Veneziana. Game ha azionato l’innesco (probabilmente elettrico), che però ha distrutto il detonatore facendo così esplodere solo una piccola parte dell’esplosivo, e provocando una fiammata che lo ha investito e ha spedito le schegge fino a una distanza di 30 metri.

Game aveva con sé un biglietto ferroviario Napoli-Milano, ma gli investigatori hanno grossi dubbi che l’uomo, ieri, sia uscito dal proprio appartamento. Non è però escluso che l’ordigno sia stato confezionato proprio da una banda di piccoli malavitosi di origine araba nel Napoletano, con la quale Game sarebbe entrato in contatto attraverso conoscenze. La decisione dell’attentato, però, Game l’avrebbe presa da solo e per l’acquisto della bomba avrebbe investito gli ultimi suoi risparmi. Nel suo appartamento gli agenti hanno trovato e sequestrato diverso materiale cartaceo e informatico. Il 24enne è stato arrestato per detenzione, porto e fabbricazione di esplosivo e denunciato per strage.

Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, esclude per il momento che l’attentato sia stato organizzato da una organizzazione criminale. “I primi accertamenti, - ha dichiarato, - ci dicono che l’attentato dovrebbe essere frutto di un’azione isolata, fatta da una persona non collegata a organizzazioni. Non si esclude che sia una persona con particolari disequilibri”.

“La natura di questo episodio è tutta da comprendere, - ammette il presidente del Copasir, Francesco Rutelli, - dalle investigazioni di alcune settimane fa sono emerse delle conversazioni che riguardavano questa caserma come possibile obiettivo”.

Per Carlo De Stefano, responsabile della Direzione centrale della polizia di prevenzione, l’attentato “presenta aspetti di gravità e di virulenza che fanno ipotizzare che l’obiettivo dell’attentatore fosse quello di provocare vittime”.

Dalla Libia, intanto, arriva la ferma condanna per il gesto di Mohamed Game. “Visti i registri consolari, - si legge in una nota dell’ambasciata diffusa in serata, - risulta la presenza di un cittadino libico dal nome Mohamed M. M. Mohamed Game, residente nella citta' di Milano, sposato con una cittadina italiana ed ha due figli. La Gran Giamahiria non ha alcun rapporto con esso, tranne l'essere lui di origine libica. La Gran Giamahiria condanna quest'azione. Le autorita' di sicurezza dei due Paesi sono in contatto e collaborano nella lotta al terrorismo e alla criminalita' organizzata''.

La convivente di Game è stata ascoltata dagli inquirenti. “Sono stupita dal gesto di Mohamed”, avrebbe detto agli investigatori.

Dopo l’attentato alla caserma Santa Barbara, cresce la paura ed il disagio tra i cittadini di viale Jenner, dove si trova il centro islamico presso il quale il libico si recava saltuariamente a pregare. “Già prima, - racconta il portavoce del comitato Jenner Farini, Luca Tafuni, - non riuscivo a trovare persone disposte a venire con me neanche ad una trasmissione televisiva, perché avevano paura. Dopo questo attentato il disagio non potrà che essere peggiore”.

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di Nico Falco
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