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Ansaldo Nucleare: manette per Nicola Gai e Alfredo Cospito

Attentato ad Adinolfi: arrestati due anarchici a Torino

Identificati dalle telecamere. Pm: “Hanno agito da soli”

Attentato ad Adinolfi: arrestati due anarchici a Torino
14/09/2012, 14:00

GENOVA - C’è una svolta nell’ambito delle indagini sulla gambizzazione di Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare: due anarco-insurrezionalisti sono stati arrestati a Torino dai carabinieri del Ros e della Digos di Genova. Si tratta di Nicola Gai, 44 anni, e Alfredo Cospito, 46 anni: il primo è un disoccupato, l’altro è titolare di una piccola tipografia. Entrambi residenti a Torino, a quanto pare, stavano per abbandonare l’Italia e sono ritenuti autori dell’agguato di circa 4 mesi fa, il 7 maggio scorso a Genova, ai danni dell’ingegnere Roberto Adinolfi. In altre parole, sono accusati di essere gli attentatori di Adinolfi e quindi di attentato con finalità di terrorismo, lesioni aggravate con finalità di terrorismo, porto abusivo d’arma. Per gli stessi reati è indagata nello stesso fascicolo la compagna di Cospito. L’operazione che ha portato al loro arresto è scattata nelle prime ore di questa mattina, e ora sono ancora in corso perquisizioni in varie regioni italiane contro le sedi Fai, la Federazione anarchica informale che aveva rivendicato l’attentato ai danni dell’amministratore dell’Ansaldo. Secondo il pm Nicola Piacente, i due uomini hanno agito in maniera isolata e “Roberto Adinolfi era nel mirino degli anarchici già dal 2009”.


L’ATTENTATO

L’agguato ad Adinolfi è avvenuto di lunedì mattina nel quartiere Marassi di Genova, dove l’amministratore di Ansaldo Nucleare abita. A sparargli è stato un uomo che lo aspettava sotto casa, mentre un complice lo attendeva su uno scooter con cui poi i due sono fuggiti. Dopo qualche giorno l’attentato è stato rivendicato con un volantino Fai di quattro pagine, recapitato al “Corriere della Sera”. “Abbiamo azzoppato Adinolfi”, recitava la lettera con cui il manager Ansaldo veniva accusato di essere tra “i maggiori responsabili, insieme a Scajola, del rientro del nucleare in Italia”.


SI CERCA L’ARMA: UNA PISTOLA

La donna indagata, Anna B., è la compagna di Alfredo Cospito. I due, che vivono in Piemonte, sono proprietari di una casa a Bordighera (Imperia) che è stata perquisita stamani. Le perquisizioni mirano in particolare a trovare l’arma del delitto, una pistola Tokarev calibro 7.6 in uso alle forze armate dei Paesi dell’Est, utilizzata per l’attentato.


ATTENTATORI RICONOSCIUTI DALLE TELECAMERE

I due anarchici sottoposti a fermo sono stati identificati studiando i filmati delle videocamere collocate davanti alla caserma dei Nas di Genova, nella zona della stazione di Brignole, non lontana dal luogo dove gli attentatori abbandonarono lo scooter usato per l’agguato. I due, avviandosi a piedi alla stazione, si sarebbero tolti il casco senza accorgersi delle telecamere. L’identificazione è stata possibile grazie alle comparazioni delle segnaletiche della Digos: hanno precedenti. A favorire la loro identificazione sono state anche le conversazioni telefoniche intercettate e l’analisi della lettera di rivendicazione dell’agguato.


LA SODDISFAZIONE DI MONTI E CANCELLIERI

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha espresso il suo apprezzamento al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri per l’operato della magistratura e delle forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno ha telefonato al Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Antonio Manganelli, e al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per congratularsi dell’operazione eseguita dalla Digos di Genova e dai Ros dei Carabinieri

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di Redazione
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