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Nuovi sviluppi sulla strage all'aeroporto di Mosca

Attentato al Domodedovo: lo rivendica un emiro del Caucaso

Il terrorista assicura:"Faremo presto nuovi attacchi"

Attentato al Domodedovo: lo rivendica un emiro del Caucaso
08/02/2011, 21:02

MOSCA - L'attentato all'aeroporto Domodedovo di Mosca è costato la vita a 36 persone e ne ha ferite più o meno gravente 170. Dopo oltre due settimane da quella strage, il ceceno Doku Umarov, autoproclamatosi "emiro del Caucaso", rivendica la sanguinaria azione terroristica e, attraverso un video pubblicato sulla rete, assicura che ci saranno presto nuovi attacchi per destabilizzare il regime di Vladimir Putin.
Il filmato dove Umarov assicura che " questa operazione speciale è stata condotta per mio ordine", è stato postato sul sito Kavkazcenter e sembrerebbe proporre una registrazione risalente proprio al giorno dell'attentato, ovverso lo scorso 24 gennaio. Seguendo il più classico dei copioni, il leader degli eversivi anti-governativi rivolge il proprio dito contro la telecamera ed assicura: ci saranno altri attentati  "per dimostrare al regime nazionalista di Putin a Mosca che possiamo compiere queste operazioni dove vogliamo e quando vogliamo".
Secondo Umarov, ci sarebbero fino a 60 terroristi pronti a suicidarsi per la gettare nel caos la capitale russa e per garantire attentanti a cadenza mensile e addirittura settimanale. Il video con le suddette dichiarazioni risale allo scoso 5 febbraio e parla anche di un fantomatico "prescelto" al quale sarebbe stato indicato "un compito speciale". Per la stampa sovietica, il personaggio indicato dall'emiro era l'inguscio Magomed Ievloiev, il ventenne che si è fatto esplodere proprio a Domodedovo.

MISURE DI SICUREZZA
E mentre in tutta la Russia dilaga il terrore per i nuovi attentati minacciati dai ceceni, Dmitri Medvedev decide di licenziare due big dei servizi segreti (cosa che non accadeva dalla strage di Beslan). Sempre da Mosca, arriva la notizia dell'evacuazione di 2500 persone resasi necessaria da un falso allarme bomba nell'ex biblioteca Lenin, proprio davanti al Cremlino.
Come riporta anche la stampa, il governo russo sta tentando di rispondere aumentando considerevolmente le misure di sicurezza negli aeroporti e nei luoghi pubblici sensibili (metro, ferrovie, centri commerciali ecc..). Umarov resta ben nascosto tra le gelide montagne della Caucaso del Nord e non nasconde l'idea di formare un vero e propri emirato riunendo i ribelli di Inguscezia, Daghestan e Cecenia. Un progetto ambizioso che, se dovesse essere portato a compimento, potrebbe far scorrere non poco sangue nelle province russe e nel cuore di Mosca.

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di Germano Milite
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