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Attentato Antonini, Iannone (Cpi): "ignobile e folle parlare di faida interna"


Attentato Antonini, Iannone (Cpi): 'ignobile e folle parlare di faida interna'
18/04/2011, 11:04

“È con incredulità, sdegno e preoccupazione che apprendiamo come, secondo alcune testate giornalistiche, i responsabili dell'agguato ad Andrea Antonini sarebbero da ricercare addirittura dentro CasaPound Italia’’. Così il presidente di Cpi Gianluca Iannone commenta in una nota alcune ricostruzioni giornalistiche sull’attentato contro il vicepresidente del movimento. Ricostruzioni che Iannone definisce “folli, ignobili e deliranti, nonché prive del seppur minimo riscontro''.

''Era già grave – continua il leader di CasaPound Italia – che l'attenzione venisse spostata su una fumosa 'pista interna all'estrema destra' anziché indirizzarsi verso i numerosi ambienti politico-affaristici colpiti dall'azione sociale di Cpi. Ma parlare di addirittura di una faida interna a CasaPound significa ignorare completamente la natura e le dinamiche di questo movimento, che è e resta una comunità di fratelli. Una comunità coesa, granitica, priva degli aspetti sordidi e ambigui che le vengono attribuiti da uno scandalismo a buon mercato. Per il suo impegno inesausto e cristallino, per la sua combattività e la trasparenza che lo contraddistingue in ogni occasione, Andrea Antonini ha la stima e la riconoscenza di tutta la comunità umana di Cpi, ed è un fratello per tutti, dal primo all'ultimo dei militanti di CasaPound e del Blocco Studentesco, senza eccezioni”.

‘’E’ peraltro avvilente – conclude Iannone - la coincidenza che vuole il ritorno delle tesi sulle 'faide interne' proprio nell'anniversario del rogo di Primavalle che il 16 aprile del 1973 vide perdere la vita Stefano e Virgilio Mattei per mano di attivisti di Potere operaio che non hanno mai scontato un giorno di galera. Anche allora venne avvalorata dall'estrema sinistra e da certo giornalismo colluso la tesi del regolamento di conti interno. Che oggi certi metodi di disinformazione non siano passati di moda è un triste segnale e non solo per CasaPound”.

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di Redazione
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