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Il boss Raffaele Brandi avvicina il caposcorta del pm

Attentato Brindisi, la Scu: “Anche noi cerchiamo il Killer”

E le Br chiariscono: “Noi non uccidiamo i bambini”

Attentato Brindisi, la Scu: “Anche noi cerchiamo il Killer”
22/05/2012, 18:05

BRINDISI – Non ci sono arrestai, fermati o indagati per l’attentato alla scuola di Brindisi. Il killer di Melissa Bassi, l’autore del disastro all'Istituto Francesca Morvillo Falcone, ancora non ha un nome. Per il momento, rimane solo quel fotogramma a cui si cerca disperatamente di associare un’ identità. E mentre le indagini degli inquirenti proseguono senza sosta, ecco che si fa “viva” la mafia pugliese. Raffaele Brandi, ritenuto uno dei capi più rappresentativi della frangia brindisina della Sacra Corona Unita, ha avvicinato il caposcorta del pm Milto de Nozza per un chiaro messaggio: “Dite al procuratore che se li prendiamo noi gli attentatori, ce li mangiamo vivi". Poche parole che vogliono significare collaborazione sì, ma anche sottolineare l’estraneità ai fatti della Sacra Corona Unita.
Anche le nuove Br hanno sentito la necessità di scrollarsi di dosso la paternità dell’attentato. E’ Alfredo Davanzo, imputato nel processo milanese e presunto ideologo del Partito comunista politico-militare a precisare: “Noi non siamo terroristi, non ammazziamo i bambini come a Brindisi".
Intanto le ragazze dell’istituto Francesca Morvillo Falcone, hanno riferito agli inquirenti che nei giorni prima dell’esplosione c’era un uomo che insistentemente fissava la scuola. Una presenza costante per qualche tempo. L’uomo, tra l’altro, quando incrociava lo sguardo con qualche ragazza, abbassava gli occhi. Ecco perché le studentesse lo chiamavano "il maniaco”.

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di Rossella Marino
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