Cronaca / Nera

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Arrestati due complici con 40 kg di nitrato di ammonio

Attentato di Milano, Maroni: “Game è un kamikaze”


Attentato di Milano, Maroni: “Game è un kamikaze”
13/10/2009, 21:10

La figura di Mohamed Game, il 34enne libico autore dell’attentato contro la caserma Santa Barbara di Milano, “è compatibile con la figura del kamikaze”. Sono le parole del ministro dell’Interno Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa al termine del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza che si è riunito oggi in seguito all’episodio avvenuto a Milano.
Per il ministro Maroni si è trattato di “un vero e proprio kamikaze”, che non è riuscito a fare una strage solo per un problema all’innesco. Il titolare del Viminale ha inoltre aggiunto che le indagini attualmente sono in corso per accertare l’eventuale coinvolgimento di altre persone, oltre all’attentatore ed ai due arrestati stamattina, un egiziano ed un libico trovati in possesso di circa 40 chilogrammi di nitrato d’ammonio. Se venisse accertato che l’attentatore non appartiene a nessun gruppo jihadista, per Maroni la cosa sarebbe ancora più preoccupante: dimostrerebbe infatti che è possibile che si verifichino attentati anche ad opera di cittadini che, non inquadrati in organizzazioni terroristiche, maturano la decisione di colpire per motivi personali tra il fanatismo e la mancata integrazione.

GLI ARRESTI Si chiamano Abdel Mohamed Kol e Imbaeya Israfel, rispettivamente egiziano 52enne e libico 33enne, i due presunti complici di Mohamed Game arrestati questa mattina a Milano. Il procuratore aggiunto del capoluogo lombardo, Armando Spataro, ha reso noto che il nitrato d’ammonio utilizzato per confezionare l’ordigno rudimentale “è stato acquistato una settimana fa da Game”, che ne aveva anche conservato lo scontrino. I due sono stati sottoposti a fermo per gli stessi reati contestati a Game: detenzione, fabbricazione e porto abusivo di materiale esplosivo. Senza entrare troppo nello specifico per non intralciare le indagini, Spataro si è limitato a confermare che “è stata individuata un’abitazione di Milano, nelle disponibilità di Game e Kol, sita nello stesso stabile dove dimora Israfel, dove è stato rivenuto materiale di interesse investigativo, tra cui 40 chili di nitrato d’ammonio e altre sostanze chimiche utili, ove combinate al nitrato, per la fabbricazione di ordigni esplosivi apparentemente dello stesso tipo di quello esploso in Piazzale Perrucchetti”. Per il libico e l’egiziano si attende la convalida dell’arresto; alle accuse potrebbe anche aggiungersi quella di strage.

LE MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO
potrebbero essere uno dei motivi alla base dell’attentato. Game infatti, che prima di attivare la bomba aveva pronunciato delle frasi in arabo, mentre era a bordo dell’ambulanza avrebbe accennato, sottolinea Maroni, “alle azioni militari italiane all’estero. Presumo, quindi, - spiega il ministro dell’Interno, - che il tutto sia collegabile con un segnale contro l’impiego dei nostri soldati all’estero”.

CANI SCIOLTI I tre arrestati, l’attentatore ed i suoi presunti complici, non avrebbero alcun legame con la Jihad o con organizzazioni terroristiche. Le indagini delineano l’identikit del terrorista “fai da te”. L’attentato, però, sarebbe stato pianificato da tempo; lo testimonierebbe il fatto che il nitrato d’ammonio (120 chili acquistati da tre persone, in pacchi da 40 chili) era stato comprato una settimana fa. Il materiale (usato come fertilizzante ma esplosivo se misto ad altre sostanze chimiche) era custodito in un covo nelle disponibilità dell’altro libico arrestato; nella cantina del complesso popolare di via Civitali, dove si trovano gli appartamenti di Game e Kol, sono stati invece rinvenuti diversi documenti in lingua araba: gli investigatori sono al lavoro per stabilire se si tratti di istruzioni per la realizzazione di esplosivi.
 

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di Nico Falco
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