Cronaca / Nera

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Attivita’ del centro operativo D.I.A. di Napoli nell’anno 2011


Attivita’ del centro operativo D.I.A. di Napoli nell’anno 2011
09/01/2012, 09:01

Il Centro Operativo di Napoli della Direzione Investigativa Antimafia, nel corso del 2011 ha conseguito importanti risultati nelle attività di prevenzione, analisi, polizia giudiziaria, misure di prevenzione patrimoniali e controlli antiriciclaggio e sugli appalti evidenziati nelle allegate tabelle che hanno consentito di disarticolare importanti compagini camorriste del napoletano e del casertano attraverso l’arresto dei loro appartenenti ed il sequestro dei loro patrimoni sia attraverso l’utilizzo dei poteri conferiti al Sig. Direttore della DIA dalla normativa vigente sia su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli.

In particolare questo Ufficio ha intensificato le investigazioni economiche-finanziarie finalizzate a richiedere ai Tribunali l’applicazione di misure di prevenzione a carattere personale e patrimoniale che, nell’ultimo anno sono ulteriormente aumentate (più di 380 milioni di Euro di beni sequestrati e 137 milioni di Euro di beni confiscati ) portando il totale dei beni sequestrati da questo Centro Operativo DIA dalla sua istituzione ad oltre 3 miliardi di Euro.
Si è, inoltre, proseguita l’attività di controllo sugli appalti, che a seguito del Decreto Interministeriale del 14 marzo 2003 ha assegnato alla D.I.A. un ruolo centrale nel sistema di monitoraggio degli Appalti Pubblici relativi alle “Grandi Opere”, per la prevenzione e repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa.
Solo nell’anno in corso sono state sottoposte a monitoraggio 341 società, dato che ha permesso alle Prefetture della Campania, dell’Abruzzo e del Molise di adottare provvedimenti interdittivi per sospetta infiltrazione camorristica.
In tale ambito il Centro Operativo di Napoli ha svolto un ruolo primario all’interno dei Gruppi Interforze istituiti presso le Prefetture che acquisiscono e scambiano dati ed informazioni relativi alla vigilanza sui cantieri e dispongono, su delega dei Prefetti, gli accessi nei cantieri stessi al fine di verificare la corrispondenza delle ditte vincitrici degli appalti pubblici con l’effettiva compagine che svolge le attività presso i cantieri aperti.

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di Redazione
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