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Il direttore del Tg1 dovrà pagare 30mila euro di risarciment

Augusto Minzolini condannato per diffamazione


Augusto Minzolini condannato per diffamazione
16/09/2010, 20:09

Augusto Minzolini, direttore del Tg della prima rete Rai, è appena stato condannato ad un risarcimento per diffamazione. La conferma arriva direttamente da un articolo del "Fatto Quotidiano" firmato da Ferruccio Sansa.
Per la precisione, il direttore del Tg1, dovrà sborsare una cifra pari a 30.000 euro per aver dato del "venduto" all'ex senatore del Pd Pietro Fuda.

I FATTI
Correva l'anno 2007 e, durante la trasmissione Omnibus in onda su La7, Minzolini accusò Fuda di essersi fatto comprare da Romano Prodi. Il direttore del telegiornale dell'ammiraglia Rai, in un'inedita veste giustizialista, si era infatti lasciato andare alle seguenti, testuali dichiarazioni:"Ti posso dire io quali sono gli interessi di Fuda. Te li dico io. Vediamo a che punto è arrivato il tipo di mercato che c’è al Senato. Fuda ha avuto, nell’attuale Finanziaria, otto milioni di euro per la semaforizzazione e pedonalizzazione di un tratto di strada nel suo paese natale, Scilla. Se si va a fare i conti di questi soldi che sono stati spesi là, c’è un semaforo ogni venti metri, per cui se uno va lì ci mette un’ora per fare quei sette chilometri se tutti i semafori fossero operanti".
Insomma: secondo le intuizioni dell'allora inviato de "La Stampa", l'ex senatore del Pd avrebbe goduto, attraverso lo stratagemma dei fondi gonfiati, un generoso regalo dal centrosinistra per evitare di cambiare casacca e finire tra le fila proprio del Pdl. Di li a breve Fuda decise di affidarsi all'avvocato Luigi Lusi per una citazione in giudizio ai danni del suo diffamatore.
Tre anni per rispettare i tempi dell'italica giustizia, la versione di Lusi che ha convinto i giudici (Fuda non era nato a Scilla ma a Siderno e, la vicenda degli 8 milioni, non ha trovato alcun riscontro con la realtà) e la definitiva condanna per il sempre meno popolare Minzolini: 30mila euro di multa più tutte le spese processuali e gli interessi. Del mercimonio che caratterizza la Camera ed il Senato, il giornalista che si è riscoperto "garantista e liberale", ora non fa più alcuna menzione.

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di Germano Milite
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