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Progetto start-up Italia-Israele

Auto: black box in telefonino, l'sms che salva la vita

Applicazione per smartphone

Auto: black box in telefonino, l'sms che salva la vita
23/05/2012, 21:05

TEL AVIV - Si chiama «Rescue» ed è il prodotto di una delle prime start-up italo-israeliane sul fronte dell'innovazione informatica. È in sostanza un'applicazione per smartphone - tarata sulle esigenze degli automobilisti, ma non solo - in grado di trasformare un telefonino in un dispositivo capace di rilevare urti e incidenti, di reagire autonomamente e chiedere soccorso con l'attivazione di contatti prestabiliti. A promuoverne la diffusione è l'architetto e uomo d'affari fiorentino Ghigo Capasso, già pilota Alfa Romeo e campione italiano delle ruote coperte negli anni '70, oggi presidente e amministratore delegato di una delle tante start-up nate in questi anni nella piccola Silicon Valley mediorientale di Tel Aviv e dintorni. «Rescue» - spiega Capasso - è di fatto una versione più intelligente (e rispettosa della privacy) di quella scatola nera che tutte le autovetture europee dovranno avere a bordo di qui a non molto. Ma è anche uno strumento di uso potenzialmente più largo: presentato come «salvavita a disposizione di “bikers”, ciclisti, sciatori, escursionisti, pedoni, anziani o donne sole minacciate da pericoli». Il tutto è reso possibile da un algoritmo complesso e rivoluzionario, ideato da giovanissimi fisici e matematici israeliani divenuti partner della start-up di Capasso. Un meccanismo che permette all'applicazione - riservata per ora ai sistemi Android - d'individuare con precisione i contraccolpi di possibili cadute o incidenti, reagire (anche a telefonino spento) e attivarsi con l'invio di Sms e chiamate in vivavoce laddove l'utente non sia in grado di muoversi per un trauma qualunque (o magari non possa farlo perché aggredito). «Rescue» ha superato di recente in Italia l'esame del crash test automobilistico secondo i protocolli europei. È inoltre già in grado di dialogare con i sistemi di Samsung-Italia, Motorola-Italia e Vodafone, con i quali i responsabili del progetto hanno avviato contatti. Trattative per un possibile utilizzo, secondo le normative in fase di studio in sede Ue, sono poi in corso con le Federazioni europee di motociclisti e cicloamatori, sottolinea Capasso all'ANSA. Categorie per le quali - puntualizza - l'applicazione «può rappresentare un mezzo unico, in termini d'efficacia, per l'attivazione di soccorsi immediati in caso di necessità».

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di Valerio Esca
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