Cronaca / Sanità

Commenta Stampa

Napoli. I soccorsi ostacolati ancora dall’inciviltà

Auto blocca ambulanza, spostata di peso dai sanitari


Auto blocca ambulanza, spostata di peso dai sanitari
09/05/2010, 18:05

NAPOLI – A Napoli, si sa, bisogna essere prima di tutto pragmatici. La famosa arte di arrangiarsi, vanto e vergogna di un popolo intero. Capita così che, mentre il Comune non dispone di carri attrezzi, i sanitari del 118 debbano provvedere autonomamente e, per fare il proprio lavoro, debbano spostare una vettura in sosta.
E’ successo nei pressi della stazione centrale, davanti al varco di emergenza del Corso Meridionale. Un uomo aveva parcheggiato la propria Opel Corsa lì, senza preoccuparsi di essere in sosta vietata. E senza preoccuparsi, soprattutto, di essersi piazzato davanti al varco di emergenza utilizzato dalle ambulanze del 118 per gli interventi. Oggi tre medici del pronto soccorso, chiamati ad intervenire su un caso di overdose, hanno dovuto spostare la vettura di peso per consentire l’uscita dell’ambulanza. Non è stato possibile nemmeno ricorrere al carro attrezzi, ammesso che fosse concepibile aspettare l’intervento mentre una persona stava morendo. Tutti i carri attrezzi, infatti, sono fermi da oltre tre mesi. A raccontare quello che è accaduto all’Ansa è Francesco Passarelli, uno dei tre sanitari dell’intervento odierno. “Il nostro intervento è stato eseguito alle 7 del mattino. Alle 10.30 quell’auto era ancora là: davanti al varco di emergenza della stazione centrale. L’ambulanza è rimasta fuori per tre ore”. “Una donna mi ha detto, minimizzando, che il proprietario dell’auto, il marito, era andato a Roma, ma che sarebbe tornato presto. E i vigili urbani, allertati, mi hanno risposto di non avere disponibilità di un carro attrezzi. Alla fine si sono limitati a fare una multa. Possibile che chi ha interrotto il pubblico servizio, mettendo a rischio una vita umana, se la cavi con un verbalino?”.

“Un ritardo di 5 minuti, su un caso di overdose può essere anche fatale. Ed è ingiustificabile che l’autoambulanza arrivi con qualche minuto di ritardo a pochi metri. Io mi chiedo: di chi sarebbe stata la responsabilità, se quell’uomo fosse morto?”. “Si parla tanto di malasanità, - continua lo sfogo di Passarelli, - ma io sono un medico, è possibile che debba sollevare personalmente, a 54 anni, un’automobile che mi impedisce di fare il mio lavoro? L’ho fatto, fra l’altro, assieme a due colleghi ultrasessantenni”.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©