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Autodemolitori, CAR pretende pari dignità per ciascun partner della filiera fine


Autodemolitori, CAR pretende pari dignità per ciascun partner della filiera fine
21/11/2012, 13:15

Autodemolitori, CAR pretende pari dignità per ciascun partner della filiera fine. Il presidente Alfonso Gifuni: «No a indebite ingerenze nel nostro ruolo, solo negli impianti di autodemolizione si realizza la massima compatibilità ambientale». Ridotta, grazie alla lotta di CAR, l’export di veicoli già radiati.

Massima compatibilità ambientale: un risultato possibile solo negli impianti di autodemolizione. È questa la conclusione del presidente CAR (confederazione autodemolitori riuniti), Alfonso Gifuni. «In un’ottica di green economy – sostiene Gifuni – non si può cambiare il processo di recupero e riciclaggio del rifiuto-veicolo, perché queste procedure sono possibili solo negli impianti di autodemolizione, garantendo la massima compatibilità ambientale. La proposta, secondo la quale il rifiuto-veicolo dovrebbe essere conferito direttamente ai frantumatori, non garantisce tracciabilità e riciclaggio dei materiali, che sarebbe praticamente impossibile dopo la frantumazione. Non ammettiamo prevaricazioni da coloro che pensano che la nostra presenza in filiera non sia legittima, tentando di realizzare il sistema francese anche in Italia. Nonostante i sacrifici economici per dotarci di impianti tecnologicamente a norma e rispettosi dell'ambiente, grazie anche all'evoluzione culturale da parte di noi operatori, pretendiamo una rigorosa pari dignità con tutti i partner della filiera evitando indebite ingerenze nel nostro ruolo». Una difesa strenua della categoria, nell’intervento del presidente CAR al convegno «La virtuosa gestione del rifiuto – veicolo in un panorama di green economy. Centralità del ruolo dell’Autodemolitore», tenutosi a Rimini al cospetto di oltre cinquecento rappresentanti della categoria provenienti da tutta Italia. Nelle conclusioni, il Presidente CAR ha invitato il pubblico a partecipare alle giornate monotematiche di informazione e formazione in materia di responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs 231/200, organizzate dalla Confederazione Autodemolitori Riuniti, che si svolgeranno a Gennaio 2013. Molti altri gli spunti arrivati poi dagli altri interventi nel corso del convegno organizzato da CAR con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo Economico.Tra i saluti iniziali, Romano Pezzotti, Presidente Assofermet, ha ricordato quanto sia importante lavorare insieme al tavolo tecnico ministeriale. «Le lotte di CAR – ha detto Pezzotti - sono le stesse dei riciclatori, che si vedono danneggiati dalla proposta di revisione del Testo dell’Accordo di Programma Quadro di Gestione, secondo la quale i Veicoli Fuori Uso dovrebbero essere consegnati direttamente agli impianti di frantumazione, danneggiando gravemente le imprese coinvolte con drammatiche ricadute occupazionali e sociali». A seguire, l'intervento di Giandomenico Protospataro, funzionario Polizia Stradale del Ministero dell'Interno: «Insieme a CAR ci siamo concentrati sul fenomeno dell'esportazione di veicoli acquisti dai concessionari e trasferiti all'estero per essere demoliti, eludendo tutte le norme relative all'autodemolizione e all'esportazione transfrontaliera di rifiuti. Per questo motivo, a marzo 2012 abbiamo redatto una circolare per i nostri reparti per sollecitare la tematica riguardante la documentazione da produrre per la radiazione dei veicoli, affinché l'esportazione all'estero risulti meno semplice, attraverso l'indicazione del futuro acquirente». Grazie a questo accorgimento, secondo i dati del PRA, l'esportazione all'estero di veicoli radiati si è notevolmente ridotto. Un risultato ottenuto grazie alle sollecitazioni di CAR, che da tempo denuncia questo fenomeno. L'avvocato Sergio Rastrelli, penalista del Foro di Napoli, ha invece sottolineato come la proposta di revisione dell'Accordo di Programma Quadro sia in potenziale contrasto con la normativa nazionale e con i trattati sovranazionali. Infine, secondo Mario Turco, Responsabile Nazionale CNA, a causa della crisi economica il recupero e il riuso di determinati pezzi di ricambio per l'autoriparazione risponde a una determinata e specifica richiesta di mercato: «Per la nostra categoria il ruolo dell'autodemolitore è fondamentale. Per questo motivo la CNA/Autoriparazione sarà al fianco di CAR per mettere in atto tutte le iniziative per eliminare il rischio palese dell'estromissione delle imprese di autodemolizione dalla filiera del fine vita veicoli».

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di Redazione
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