Cronaca / Sanità

Commenta Stampa

Aveva fatto lo 'sciopero del sangue' contro blocco stipendi

Autopsia su Mariarca: non è morta per i prelievi


Autopsia su Mariarca: non è morta per i prelievi
11/06/2010, 14:06

NAPOLI – Sono stati ultimati gli accertamenti autoptici su Mariarca Terracciano, l’infermiera della Ginecologia dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta (Napoli) deceduta agli inizi di maggio. Per i medici è confermato il decesso per arresto cardiocircolatorio, senza collegamenti con la singolare protesta attuata per tre giorni dall’infermiera.

Mariarca, 42 anni, il 29 aprile aveva iniziato lo sciopero del sangue per protestare contro il blocco stipendi dei dipendenti dell’Asl Na1. Aveva annunciato, intervistata in esclusiva da Julie Italia, che si sarebbe fatta prelevare 150 ml di sangue per ogni giorno di ritardo nei pagamenti. La protesta passò in sordina, salvo poi guadagnare gli onori della cronaca quando, il 10 maggio successivo, la 42enne si sentì male mentre era in servizio. Lo sciopero era stato già fermato da oltre una settimana, e gli stipendi erano arrivati. Il 12 maggio, dopo 3 giorni tra la vita e la morte in rianimazione, Mariarca si spense.

Il direttore sanitario dell’ospedale, Maurizio Di Mauro, non può che ribadire quanto già detto all’epoca dei fatti. Se a maggio aveva liquidato con un “assolutamente no” l’ipotesi che il decesso fosse legato ai prelievi, adesso le sue parole sono state confermate dagli esami: “L’autopsia ha escluso qualsiasi nesso tra il decesso e la protesta”.

Eppure, le hanno detto di tutto. Le hanno dato della pazza, che si sarebbe esposta a rischi enormi senza pensare al marito, ai figli, al mutuo da pagare.

Hanno puntato anche il dito contro i colleghi, e si è mormorato che si fosse sul punto addirittura di aprire un’inchiesta per accertare le responsabilità di chi doveva fermarlo e non ha voluto. E l’hanno fatta diventare un’eroina, che si è immolata, sacrificando la propria vita per la causa. Ma, soprattutto, l’hanno strumentalizzata. Il suo nome è diventato un simbolo. La sua immagine è stata sfruttata fino alla nausea. Sul suo decesso sono stati costruiti castelli di carte indegni.

La realtà è che Mariarca Terracciano era già ammalata. Aveva dei gravi disturbi all’apparato respiratorio, non di rado era soggetta a crisi. A stroncarla, mentre era al lavoro, è stata proprio una di queste. Pochi giorni dopo lo ‘sciopero del sangue’, è vero, ma senza nessuna relazione. Nemmeno in forma di concausa. Il quantitativo di sangue prelevato, hanno detto sin da subito gli esperti, era troppo esiguo per spiegare un arresto cardiocircolatorio. Ora l’autopsia, escludendo qualsiasi relazione, ha messo la parola fine. Verità per una ragazza che suo malgrado è stata strumentalizzata come un simbolo. Verità ma, soprattutto, rispetto.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©