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Avella, sequestrata area di circa 24.000 metri quadri


Avella, sequestrata area di circa 24.000 metri quadri
09/02/2012, 11:02

L’operazione si è articolata in due fasi: tutto ha avuto inizio quando gli uomini della Tenenza di Baiano, agli ordini del maresciallo aiutante Marcello Daniele, procedono al sequestro di numerose traversine ferroviarie, molte interrate abbandonate in un cantiere. L’intervento, datato al 26 luglio 2011, è solo l’inizio di un approfonditi accertamenti che, dopo messo in sicurezza l’intera area (prima adibita a frantumazione inerti) ove erano state sconsideratamente abbandonate le 56 traversine di legno a suo tempo utilizzate come supporto per i binari dei treni, avviano l’iter normalmente seguito in questi casi (l’aera era destinata a divenire parco pubblico), con prelievi di campioni di terreno per la sottoposizione alle specifiche analisi da parte delle strutture specializzate.
Nel recepire specifiche normative comunitarie (Decisione dell’Unione Europea 2000/532/CE, integrata poi dagli analoghi atti nr. 2001/118/CE e nr. 2001/119/CE, inserite anche nel Testo Unico dell’Ambiente di cui al decreto legislativo nr.152/2006 successivamente emanato), tali traversine sono considerate dal 2002 per legge “rifiuti speciali pericolosi” in quanto il prodotto in precedenza utilizzato per isolare il legno da agenti atmosferici e tarme contiene una sostanza cancerogena.


Si tratta del creosoto, un elemento che, specificamente indicato dalla normativa con il codice CER 17.02.04, rende le traversine non più riutilizzabili ai sensi del decreto ministeriale 05.02.1998 e di fatto le sottrae anche alla lista di rifiuti pericolosi per cui è possibile il recupero ai sensi del decreto ministeriale 161 del datato 12.06.2002.
Come si è detto, a seguito del sequestro, in considerazione che l’area del cantiere era destinata a divenire parco pubblico, le Fiamme Gialle hanno interessato i competenti organi tecnici dell’A.R.P.A.C. per l’effettuazione dei necessari prelievi di campioni del terreno e l’avvio delle opportune analisi chimiche finalizzate alla verifica di ogni possibile situazione di inquinamento.
L’esito delle analisi ha confermato quanto era stato sospettato e, alla ricezione dei risultati, su segnalazione dei finanzieri la Procura della Repubblica di Avellino emetteva specifico decreto di sequestro dell’intera area, comune già circoscritta dalle Fiamme Gialle a far data dal sequestro di traversine dello scorso luglio.
E’ scattata così la seconda fase dell’operazione che, nella mattinata di ieri, ha visto due pattuglie della Tenenza di Baiano impegnate a dar esecuzione al provvedimento cautelare dell’autorità giudiziaria, apponendo definitivamente i sigilli all’intera zona, di un’estensione di oltre 24.000 metri quadri.
Un ulteriore elemento a carico del responsabile, identificato per tale B.C. (di anni 66), già a suo tempo denunciato a piede libero per la violazione di cui all’articolo 256 del citato decreto legislativo nr. 152/2006.

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di Redazione
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