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Avellino, collaborazione Fiamme gialle e Direzione Provinciale del Lavoro: i risultati ottenuti


Avellino, collaborazione Fiamme gialle e Direzione Provinciale del Lavoro: i risultati ottenuti
07/06/2011, 11:06

A partire dal 1° gennaio scorso, nel solco di quanto già proficuamente attuato nel 2010 con il cosiddetto “Piano Straordinario di Contrasto al Lavoro Nero (settore edilizia)”, la collaborazione tra Fiamme Gialle e Direzione Provinciale del Lavoro di Avellino è stata caratterizzata da più intense valenze.

La premessa giuridica di tale particolare fase d’attività congiunta è fornita dalla legge 4 novembre 2010 nr. 183 (“Nuove disposizioni a contrasto del lavoro sommerso”) che, nel razionalizzare il quadro normativo attinente il mondo del lavoro, ha nel concreto attribuito nuove e più penetranti potestà, tra gli altri, alla Guardia di Finanza in maniera tale da cucire indosso al militare del Corpo l’abito di un vero e proprio ispettore del lavoro.

Alla disposizione normativa è poi seguita una specifica convenzione, stipulata tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale e il Comando Generale della Guardia di Finanza, che ha tracciato le linee guida di tale incrementata cooperazione fra le Direzioni Provinciali del Lavoro ed i Comandi Provinciali del Corpo.

Prima delle nuove norme in caso di controllo in tema di lavoro e legislazione sociale (ma anche per irregolarità di tale tipo scaturite a seguito di un servizio a carattere tributario) il militare del Corpo non poteva far altro che “fotografare” la situazione e attivare la Direzione Provinciale del Lavoro per la contestazione nel concreto della violazione e/o l’eventuale diffida: adesso invece anche le Fiamme Gialle possono autonomamente procedere il nuovo testo di legge consente all’accertamento in via diretta, con ampliamento del numero di soggetti deputati ai controlli.

In tale contesto, le intese tra il colonnello Mario Imparato ed il dr. Gianpaolo Paoletti (Direttore Provinciale del Lavoro di Avellino) hanno portato sin dallo scorso dicembre ad un programma d’interventi che vede in azione, fianco a fianco, militari della Guardia di finanza (impegnati tutti i reparti del Corpo della provincia di Avellino) e funzionari della D.P.L. in settori di volta in volta stabiliti in relazione alla loro maggiore “pericolosità” per quanto attiene il particolare comparto del lavoro.

L’intensificazione dell’attività è finalizzata a contrastare il fenomeno del lavoro nero e del lavoro sommerso, con verifica delle posizioni di lavoratori e di dipendenti sia per quanto attiene regolarità d’inquadramento che avendo riguardo alla corrispondenza tra figura contrattuale e mansioni effettivamente svolte. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla ricerca d’illeciti in caso di attività di lavoro autonomo sconosciute al fisco, eventuali episodi di “caporalato” o di intermediazione illecita nella ricerca di manodopera, fenomeni di sfruttamento dell’immigrazione clandestina da parte della criminalità, possibili connessioni con reinvestimenti di proventi illeciti.

Ferma restando l’autonoma azione di controllo, tutti gli interventi svolti congiuntamente sono confluiti in quella che è stata definita operazione LAVORNERO, un programma di 6 interventi di vasta proporzione che si è andata ad affiancare all’attività istituzionale che Guardia di Finanza e D.P.L. hanno continuato a svolgere d’iniziativa.

I controlli si sono così sviluppati: in data 20 gennaio 2011 militari della Tenenza di Baiano e due funzionari della D.P.L. di Avellino sono stati impegnati in un accesso presso un grande supermercato di Mugnano del Cardinale, primo passo dell’articolato percorso di controlli indirizzati nei confronti dei più disparati settori commerciali e d’attività;

in data 9 febbraio 2011 nel mirino dei controlli è finito il comparto dell’editoria e le sedi di Avellino di tutte e quattro le testate giornalistiche locali di maggiore diffusione hanno ricevuto, contestualmente e con pattuglie di medesima composizione, la visita dei finanzieri della Compagnia di Avellino e di funzionari della D.P.L.;

in data 25 febbraio 2011 sono state controllate le sedi di Avellino di tutte e quattro le emittenti televisive locali che hanno ricevuto, contestualmente e con pattuglie di medesima composizione, la visita di finanzieri (Nucleo Polizia Tributaria e Tenenza di Solofra) e di funzionari della D.P.L.;

in data 24 marzo 2011 ad essere interessata dalla visita dei militari della Tenenza di Ariano Irpino e degli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Avellino è stata una nota industria farmaceutica della valle Ufita;

in data 19 aprile 2011 è stata la volta degli studi professionali ed, in particolare, l’intervento si è sostanziato nella verifica, da parte di militari del Nucleo di Polizia Tributaria e di ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Avellino, delle posizioni lavorative dei dipendenti di due importanti studi notarili di Avellino.

Gli interventi di cui all’operazione LAVORNERO rappresentano, ovviamente, solo una parte dell’attività svolta da Guardia di Finanza e Direzione Provinciale del Lavoro e l’azione comunque svolta nei primi cinque mesi del 2011 è riepilogata nel prospetto che si allega al presente comunicato. In estrema sintesi l’azione di servizio svolta ha evidenziato, in generale, un abuso della figura contrattuale regolante i rapporti di collaborazione, uno strumento troppo spesso praticato per eludere la disciplina di tutela inderogabile che caratterizza il lavoro subordinato.

I risultati della vigilanza hanno inoltre fornito esiti importanti con riferimento al cosiddetto “lavoro in nero” (con conseguente irrogazione della “maxi-sanzione” prevista dalla legge) e comunque numerose sono state le posizioni comunque irregolari di lavoratori e dipendenti, poste in essere da parte dei datori di lavoro per sottrarsi alla corresponsione di contributi previdenziali.

In molti casi gli accertamenti hanno portato al disconoscimento dei rapporti di lavoro cosiddetti “a progetto” e questo sulla base del riscontro tra documentazione acquisita all’atto dell’accesso ovvero presso le sedi delle società/ditte coinvolte e le dichiarazioni rese dai lavoratori/dipendenti, all’uopo convocati anche successivamente all’intervento presso le sedi istituzionali.

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di Redazione
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